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Pillole di storia – DUE CANICATTINESI TRA LE VITTIME DELLE FOIBE.

Scritto da il 25 febbraio 2019, alle 16:00 | archiviato in Canicattì, Cronaca, Varie provincia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Tra le vittime delle foibe – di cui il 10 febbraio di ogni anno si celebra il ricordo – ci sono due canicattinesi: ANTONIO DI GIOIA E ANGELO GARLISI.                                                                Antonio Di Gioia nacque a Canicattì – da Angelo e Maria Antonia Lo Giudice – nel 1922. Fu carabiniere della Legione di Trieste. Prestava servizio nel presidio di Draga Sant’Elia nel comune di San Dorigo della Valle che fu assediato – nella notte tra il 18 e il 19 gennaio 1944 – da forze partigiane titine italo-slovene. Il comandante, maresciallo Serafino Ingardia da Trapani, fu seviziato e ucciso sul posto. Tutti gli altri carabinieri – dieci – furono deportati.

Su questa tragica vicenda abbiamo la testimonianza di Antonio Cigna: “Mia mamma mi raccontava che una colonna di prigionieri passava per il corso Vittorio Emanuele e  la ‘za Mariantonia – la mamma di Di Gioia che era panettiera – lanciava pane a quei soldati sperando che magari qualche altra mamma – da qualche parte – stesse facendo lo stesso con suo figlio di cui non aveva notizie”.   ANGELO GARLISI nacque a Canicattì – da Salvatore e Rosalia Ferraguto – nel 1898. Mentre era in servizio come agente scelto di Pubblica Sicurezza nella Questura di Trieste fu arrestato – nella sua abitazione di via Cereria 12 – da partigiani comunisti titini italo-sloveni e incarcerato. Fu deportato il 17 maggio 1945 e ucciso nelle foibe.

Ai due martiri delle foibe il Comune di Canicattì ha intitolato due vie (Archivio Comunale – Determina del sindaco Vincenzo Corbo n. 82 del 25 agosto 2008).

Le foto dei due caduti –  accompagnate da brevi cenni biografici – sono state inserite nel volume “Giorno del Ricordo – 10 febbraio 2018” edito a cura dell’Associazione Nazionale Congiunti dei Dispersi in Jugoslavia che ha sede a Trieste.

GAETANO AUGELLO



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1 Risposta per “Pillole di storia – DUE CANICATTINESI TRA LE VITTIME DELLE FOIBE.”

  1. Massimo Di Gioia ha detto:

    A nome della famiglia Di Gioia ringraziamo la redazione ed il prof. Augello per il ricordo delle vittime delle foibe ed in particolare anche del nostro congiunto. Ad integrazione riportiamo un aneddoto presente nei ricordi di famiglia raccolto attraverso le testimonianze di superstiti e persone che avevano conosciuto ns zio Antonio a Trieste secondo cui durante l’invasione titina Lui, Carabiniere, orgogliosamente nella fuga non volle togliere la divisa e per questo probabilmente subito preso e infoibato. In un periodo come quello attuale caratterizzato da assenza di valori e scarso senso della patria il Suo esempio può e deve essere ricordato e rispettato. Massimo

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