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Auto aziendali, detrazioni dell’Iva sui costi carburanti e spese

Scritto da il 28 marzo 2019, alle 05:56 | archiviato in Economia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

La normativa dell’Unione Europea in materia di tassazione sul valore aggiunto sancisce che non è consentita la detrazione integrale dell’imposta per quei beni o servizi che vengono fruiti dal soggetto passivo o dati in concessione ai suoi dipendenti per uso non interamente legato alla sfera professionale.

Da qui si evince che l’azienda non può usufruire della detrazione sull’IVA qualora acquisti servizi o beni adibendo questi ultimi ad un uso non esclusivamente inerente allo svolgimento della propria professione.

Auto aziendali e normativa UE, l’Italia chiede una deroga.

Le regole che disciplinano la detraibilità dell’IVA sugli acquisti di veicoli stradali e sulle relative spese di esercizio sono contenute nell’art. 19-bis1 del D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972. Nel dettaglio la lett. c) dell’art. 19-bis1 che prevede la detrazione nella misura del 40% per i “veicoli stradali a motore” utilizzati promiscuamente nell’esercizio dell’attività professionale e per fini privati.

E’ spesso molto difficile ed impegnativo per le aziende ripartire in maniera precisa i costi tra uso professionale ed uso privato dei mezzi aziendali. Per questo motivo e per non dare origine a possibili irregolarità nei confronti del Fisco, l’unione Europea ha accettato la richiesta dell’Italia, presentata già nel lontano 2006, di applicare un’imposta forfettaria del 40% sulle autovetture utilizzate dalle imprese e dai professionisti in maniera promiscua.

La UE ha riconosciuto nelle premesse della Decisione 2007/441/CE del Consiglio Europeo datata 18 giugno 2007 che tale suddivisione è ardua.

Questa manovra non solo consente di prevenire l’evasione derivata dalla errata contabilizzazione, ma risolve anche la spinosa questione della duplice tassazione.

Secondo la decisione di esecuzione del Consiglio UE n. 2016/1982 dell’8 novembre 2016 la proroga durerà fino al 31 dicembre 2019 poiché l’Unione Europea si è riservata la facoltà di revisionare opportunamente la percentuale forfetaria, secondo un parametro più adeguato.

 

In quali casi è prevista la detrazione al 40% ?

Tutte le autovetture adibite al trasporto stradale di persone o beni il cui peso massimo autorizzata non superi le 35 tonnellate (esclusi i mezzi agricoli e forestali) e il cui numero di posti a sedere, non sia superiore a nove incluso il conducente sono pertanto soggette a questo regime di tassazione agevolata.

In Italia l’IVA relativa alle prestazioni di servizi inerenti alla manutenzione, custodia, riparazione, acquisto di carburanti e lubrificanti è ammessa in detrazione nella stessa misura in cui è ammessa in detrazione l’imposta relativa all’acquisto.

Oltre ai contratti di affitto e leasing, ricadono in questa casistica anche quelle spese come il passaggio di proprietà e le alterazioni.

L’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 6/2008 ha inoltre precisato che, qualora il soggetto passivo si avvalga di questa detrazione forfettaria, non può scaricare integralmente l’imposta sul valore aggiunto al momento dell’acquisto.

Quando si può usufruire di detraibilità totale?

In alcuni casi, si può detrarre l’iva dalle autovetture al 100% sia sul costo di acquisto che sugli oneri connessi,compresi i pedaggi autostradali, prestazioni di noleggio, leasing e locazione.

Ecco elencati i casi in cui è possibile la detrazione totale:

  1. Tutti i veicoli stradali a motore per trasporto persone come pullman o cose (es.: camion) superiori ai 35 quintali o con almeno 8 posti più quello del conducente.
  2. Trattori, e tutti i veicoli oggetto di produzione o commercio da parte del contribuente o senza i quali non può svolgere l’attività come ad esempio tassisti o noleggiatori di auto.
  3. Tutti i veicoli utilizzati ai fini di insegnamento come mezzi a disposizione di scuole guida.
  4. Tutti i veicoli utilizzati dal personale incaricati di promuovere contratti commerciali e di vendita.

Inoltre, rimane invariata la possibilità di detrazione totale dell’iva nel caso di veicoli utilizzati dal datore di lavoro nell’esercizio dell’impresa e messi a disposizione dei dipendenti, dietro un corrispettivo convenuto specificamente per la possibilità accordata a questi ultimi di utilizzarli anche per scopi privati. Sono comunque considerati veicoli utilizzati totalmente per l’effettuazione di operazioni poste in essere nell’ambito dell’attività d’impresa (quindi considerati a tutti gli effetti strumentali). L’imposta applicata sull’ acquisto di un mezzo aziendale è integralmente detraibile quando nel caso specifico di uso privato del mezzo aziendale, l’impresa addebita un corrispettivo, con emissione di fattura con rivalsa IVA.

 

Carburante e IVA: come fare?

Le carte carburante semplificano la certificazione dei rifornimenti effettuati, consentono di recuperare l’Iva del 40% o del 100% in base al possessore della medesimo registro.

Finché resteranno in uso faciliteranno la vita alle imprese con molti dipendenti, permettendo di monitorare anche le spese sugli spostamenti reali effettuati.

Ciò nonostante, a seguito di una modifica della legge di bilancio 2018 e l’introduzione del nuovo comma 1-bis dell’art. 164, dal 1° luglio 2018 per i soggetti titolari di partita IVA relativamente ai mezzi aziendali sarà abolita la scheda carburante e la deduzione delle spese per carburante per autotrazione sarà subordinata al pagamento mediante moneta elettronica (carte di credito e/o di debito).

 

Sebbene l’inserimento della targa del veicolo nella fatturazione elettronica non sia un dato obbligatorio, l’agenzia delle entrate ha consigliato di inserire ugualmente questa informazione nella fatturazione elettronica. Sarà cura delle aziende formare adeguatamente il personale permettendogli di trasmettere opportunamente questo dato all’ amministrazione.



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