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Famiglia di pregiudicati simula incidente con la bici, il conducente dell’auto picchiato da un abitante del quartiere

Scritto da il 15 maggio 2019, alle 06:08 | archiviato in Cronaca, cronaca sicilia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

 Gravissimo episodio di violenza scoperto dagli agenti del commissariato Borgo Ognina. Venerdì scorso nel quartiere Picanello un incidente stradale è stato trasformato in un vera e propria odissea criminale, il cui scopo era lucrare sulle presunte lesioni subite da un giovane pregiudicato investito dal guidatore di un’auto che – com’è successivamente venuto fuori – si è prontamente fermato per sincerarsi delle condizioni del ragazzo, venendo immediatamente accerchiato da numerosi abitanti del quartiere, tra i quali P.B., che lo ha selvaggiamente picchiato.

Il conducente della vettura, probabilmente intimorito dall’orda di persone intervenute sul posto dell’incidente, ha cercato di raggiungere la vicina abitazione di una parente, ma è stato malamente “riacciuffato” dal P.B., il quale ha continuato a pestarlo e minacciarlo, riconducendolo sul luogo dell’incidente.

I poliziotti hanno appreso dell’accaduto grazie alla segnalazione giunta alla Polizia del Pronto Soccorso dove si è presentato il giovane pregiudicato, insieme alla madre, millantando un investimento subito da parte di un uomo che si era poi dato alla fuga.

Il commissariato Borgo Ognina ha immediatamente disposto l’identificazione del presunto pirata della strada che è stato in breve tempo individuato e raggiunto da una pattuglia: immediatamente sono emersi i dubbi sulla veridicità dei fatti così come raccontati dai due al Pronto Soccorso.

Infatti, anche il presunto investitore aveva dovuto recarsi in ospedale e non per lesioni derivanti dall’incidente, ma per quelle procurategli dal P.B. che lo aveva anche sequestrato e minacciato.

I poliziotti a quel punto hanno invitato in commissariato il giovane “investito”, insieme ai genitori. E, a quel punto, la situazione si è aggravata. Il terzetto, infatti, ha intuito che il loro “castello di carte” stava per essere sgretolato e che i poliziotti avevano ormai capito che il giovane pregiudicato, trovandosi con una bicicletta elettrica – peraltro risultata rubata – aveva “adocchiato il pollo” e subito simulato un incidente dal quale, evidentemente, sperava di guadagnare con il rimborso dell’assicurazione.

In commissariato è scattata la scena madre: il nervosismo del giovane che si è scagliato contro i poliziotti verbalmente e fisicamente; le minacce e le intemperanze del padre e l’immancabile svenimento della donna, per la quale i poliziotti hanno chiamare un’ambulanza.

La bicicletta elettrica è stata sequestrata ed è attualmente oggetto d’indagini per individuare il proprietario. Il conducente della vettura al centro dell’episodio, alla fine, si è rivelato essere la vera vittima della trama ordita dal gruppetto. In carcere è finita la coppia di coniugi A.A e L.R.M.V., denunciato il figlio quindicenne della coppia e il “picchiatore” P. B.

 



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