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Arriva l’alta velocità ferroviaria fra Palermo e Catania, avviati i cantieri: nel 2020 i primi benefici

Scritto da il 27 maggio 2019, alle 06:12 | archiviato in Cronaca, cronaca sicilia, Scienze e tecnologie. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Cantieri avviati per consentire ai siciliani di muoversi in treno più velocemente tra Palermo e Catania. I primi benefici in termini di riduzione dei tempi di viaggio inizieranno a vedersi nel 2020. Il nuovo tracciato permetterà di viaggiare a una velocità massima di 200 km/h ed entro la fine del 2025 sarà possibile spostarsi tra le due maggiori città dell’isola in meno di due ore.

Il collegamento aggiunge un tassello importante al settore delle grandi opere, che in Italia soffre di gravi debolezze (dalla farraginosità delle procedure per gli appalti alle scarse risorse pubbliche per gli investimenti), che hanno portato al fallimento di 120 mila imprese e alla distruzione di 600mila posti di lavoro. Aziende importanti come Astaldi, Condotte, Trevi, Grandi Lavori Fincosit e Cmc si trovano oggi in gravi difficoltà. Tra le aziende italiane in buona salute Salini Impregilo che continua a crescere sui mercati internazionali, dagli Stati Uniti all’Australia.
La proiezione sui mercati internazionali, dove nell’arco del prossimo triennio sono previsti grandi progetti per oltre 600 miliardi di euro, è ormai un obbligo ma si deve battere la concorrenza di imprese grandi due, tre, dieci volte di più, con una patrimonializzazione più elevata, maggiore facilità di accesso al mercato dei capitali, il supporto del sistema-Paese.

La dimensione è un fattore fondamentale per competere a livello internazionale ma anche per avere migliore accesso al mercato del credito e maggiori capacità di investimento in salute e sicurezza, in tecnologie innovative ma anche in formazione ed attrazione dei talenti.
Quindi la sfida è su due fronti, in Italia e all’estero, ma la soluzione è una sola: dare vita a un gruppo di grandi dimensioni unendo le forze delle principali realtà, singolarmente troppo deboli. Il catalizzatore non può che essere Salini Impregilo, numero uno in Italia con un giro d’affari di 6,5 miliardi, che potrebbero almeno raddoppiare. Il gruppo avrebbe così la capacità di investimento – oltre che i talenti, le competenze, processi più efficienti – per sfidare i colossi internazionali, assicurando al tempo stesso un forte impegno per la modernizzazione del nostro Paese.



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