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Da Canicattì furti in mezza Sicilia, Operazione «Jewel Thieves»: 3 arresti

Scritto da il 12 giugno 2019, alle 12:00 | archiviato in Canicattì, Costume e società, Cronaca, cronaca sicilia, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

All’alba di stamane, mercoledì 12 Giugno 2019, la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri – e, in particolare, la Squadra Mobile di Enna e la Compagnia Carabinieri di Enna -, a conclusione di una articolata e complessa attività investigativa – coordinata brillantemente dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, nelle persone del Sig. Procuratore, dott. Massimo Palmeri, e del Sostituto Procuratore, dott. Domenico Cattano – hanno proceduto all’arresto di 3 soggetti di nazionalità romena, facenti parte di un’associazione a delinquere votata alla commissione di reati contro il patrimonio (come furti in abitazione, furti di rame e di carburante in danno di strutture di telecomunicazione e cantieri) nelle provincie di Enna, Caltanissetta e Agrigento. Grazie all’azione degli investigatori, è stata recuperata anche parte della refurtiva, come monili e gioielli.

Sintesi dell’attività investigativa.

In particolare, a partire dal mese di Novembre 2018 e sino agli inizi del mese di Gennaio 2019, si era registrata a Enna, nella parte bassa del capoluogo, una rapida serie di furti in abitazione, tutti perpetrati con le stesse modalità.

Infatti, i malfattori agivano forzando gli infissi della parte posteriore delle case, per lo più adiacenti ai giardini o terreni circostanti, che fungevano da terrapieni attraverso i quali si poteva accedere anche ai piani superiori delle abitazioni. Una volta all’interno delle abitazioni, i malviventi bloccavano le porte d’ingresso al fine di impedirne l’apertura dall’esterno, nel caso dell’arrivo dei proprietari durante l’esecuzione dei colpi, così da potersi garantire la fuga senza essere visti. « Al primo piano c’è qualcuno in casa mentre al secondo piano sembra che non c’è nessuno !», diceva un componente della banda e, in pochi istanti, dimostrando una straordinaria agilità, i suoi complici si arrampicavano fino al secondo piano, forzavano uno degli infissi sul balcone ed entravano nella casa, scelta prediligendo finestre con serrande alzate. Una volta dentro, dopo essersi accertati di non trovare nessuno in casa, gli stessi ladri bloccavano la porta con i mobili più grandi, affinché nessuno potesse entrare all’improvviso, e si dedicavano ad una rapida raccolta della refurtiva. Nel frattempo “il palo”, fuori in strada, monitorava l’arrivo di possibili residenti. Sempre lo stesso schema, ripetuto ogni volta, senza preoccuparsi più di tanto della reale presenza o meno di persone nelle proprie abitazioni, e con un coordinamento costante: « Stai in telefon !» (resta al telefono in rumeno).

Tali fatti hanno suscitato notevole preoccupazione nei residenti, creando particolare allarme sociale in tutto il capoluogo
Bureta Adrian
Nel corso dell’ultimo episodio di furto registratosi in Enna, ovvero nel pomeriggio dell’11 Gennaio 2019, gli autori venivano indicati come dei soggetti che, allontanatisi in modo repentino dall’abitazione dove avevano messo a segno il colpo, salivano a bordo di una autovettura, dandosi alla fuga in direzione di Caltanissetta.

Attivate immediatamente le ricerche da parte delle Forze di Polizia di Enna e della limitrofa Caltanissetta, poco dopo, la segnalata autovettura veniva intercettata e bloccata all’ingresso di Caltanissetta da parte di una pattuglia della Polizia Stradale di quel centro. Nel corso del controllo e della perquisizione del veicolo, veniva recuperata argenteria e altri oggetti riconducibili al furto commesso poco prima a Enna. Nell’occasione, i soggetti venivano denunciati per i reati di ricettazione e altro, e la refurtiva veniva recuperata e restituita alle vittime.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna avviava immediatamente un’inchiesta, coordinando un team di investigatori appartenenti alla Squadra Mobile della Questura ed alla Compagnia Carabinieri di Enna, che riusciva a fare luce sulle decine di furti in abitazione che avevano funestato la città di Enna nel giro di pochi mesi.

I poliziotti ed i militari, in perfetta sinergia, iniziavano, a ritmi serrati, l’indagine, con attività di intercettazione telefonica e di analisi di tabulati telefonici pregressi – attività, quest’ultima, che permetteva, tra l’altro, di ricostruire tutti i movimenti degli indagati durante i molteplici furti commessi in precedenza ad Enna -, facendo luce, inoltre, su altri reati predatori commessi nelle province di Agrigento e Caltanissetta, come diversi episodi di furto in abitazione e di furto di cavi telefonici di rame in danno della Società Telefonica Telecom Italia S.P.A., nonché numerosi ed ingenti furti di carburante. A completare il quadro delle indagini, concorrevano anche l’acquisizione delle denunce delle vittime e delle dichiarazioni dei testimoni, nonché i numerosi servizi di osservazione sul territorio. Le indagini permettevano di delineare l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere.
Bureta Florin
Anche i familiari degli indagati consideravano queste attività criminose alla stregua di un lavoro qualsiasi: « Sono andati a rame !» rispondeva serenamente la compagna di uno dei ladri alla madre dello stesso, al fine di tranquillizzarla sul fatto che non avesse trovato a casa il figlio.

L’indagine è stata convenzionalmente denominata “JEWEL’S THIEVES” (Ladri di gioielli) poiché i malviventi rubavano qualsiasi oggetto prezioso (gioielli, monili in oro, argenteria o, comunque, qualsiasi bene potesse avere un valore economico ed essere facilmente portato via).

Sulla base di tali elementi, il Pubblico Ministero titolare delle indagini avanzava al competente G.I.P. richiesta di misura cautelare custodiale nei confronti degli indagati. In seguito alla richiesta, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Enna, nella persona della dott.ssa Luisa BRUNO, emetteva ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre soggetti romeni
.
Infine, venivano individuati e denunciati anche alcuni soggetti ritenuti ricettatori del rame e del gasolio rubati dal gruppo dei rumeni.

All’alba di oggi i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere sono stati, pertanto, arrestati dai militari e poliziotti, per essere poi associati alla Casa Circondariale di Enna, a disposizione delle Autorità Giudiziaria procedente.
L’operazione, particolarmente complessa, ha visto il coinvolgimento di decine di operatori – appartenenti, oltre che alla Squadra Mobile di Enna ed alla Compagnia Carabinieri di Enna, anche alla Squadra Mobile di Agrigento, al Commissariato di P.S. di Canicattì, ed al Comando Compagnia Carabinieri di Canicattì – i quali hanno eseguito anche numerose perquisizioni nei domicili e nei locali nella disponibilità di tutti gli indagati, che hanno consentito di rinvenire diversi gioielli, anche in oro, ed orologi, verosimilmente refurtiva frutto dei colpi predatori.
Il Procuratore della Repubblica, dott. Massimo Palmeri, ed il Sostituto Procuratore dott. Domenico Cattano, hanno illustrato i particolari dell’Operazione nel corso di una Conferenza Stampa tenutasi stamane nell’Auditorium “Falcone e Borsellino” del Palazzo di Giustizia di Enna.

vivienna



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