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Chi ha interesse a comperare la Tesla?

Scritto da il 14 giugno 2019, alle 02:26 | archiviato in Motori. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Da mesi Tesla è sulla bocca di tutti. Non tanto per i modelli innovativi di automobili, ma per le sorti finanziarie altalenati dell’azienda fondata da Elon Musk. Il colosso di Palo Alto, in California, progetta, produce e distribuisce automobili al cento per cento elettriche. Un settore in continua espansione, di cui il visionario Musk è stato protagonista sin dagli inizi. Negli interessi dell’imprenditore, peraltro, rientrano anche altre attività, come la produzione e la vendita di motopropulsori, di pannelli solari e il settore aerospaziale.

 

Un colosso proiettato nel futuro

Tesla viene considerato un colosso proiettato nel futuro, anche per via della ricerca sulle auto senza guidatore, eppure da mesi sta affrontando momenti di difficoltà. Tanto che si parla sempre più spesso della possibilità che venga ceduta e questo influisce sull’andamento delle azioni. Come segnalato anche da Wall Street Italia il 4 giugno il titolo Tesla ha ottenuto un rialzo record dell’8 per cento, che è stata anche la migliore performance dell’anno. Ma nonostante questo risultato il titolo della casa automobilistica ha fatto registrare il peggior risultato del 2019 sul Nasdaq 100 Index, con un calo del 42 per cento sull’intero anno. Una discesa continua, che ha addirittura reso il titolo interessante per gli acquirenti, a causa del ribasso registrato. Per rendersi conto dell’altalena e dei cambiamenti, a chi è interessato ad acquistare azioni Tesla basterebbe dare un’occhiata alle valutazioni dei broker online: i pareri sono variegati, ma la sfiducia sembra serpeggiare a livello dei mercati azionari.

 

Le ragioni della crisi

Al di là delle partecipazioni, però, la domanda diffusa nel settore finanziario riguarda il futuro dell’azienda. ll primo trimestre 2019 si è chiuso in negativo, con una perdita del 31 per cento rispetto all’anno precedente e a maggio la situazione era ulteriormente peggiorata, con perdite attestate sul 40 per cento rispetto al 2018. Secondo Borsamagazine al momento il passivo è di oltre 700 milioni di dollari. Al punto che si è rivelato poco risolutivo l’accordo da 500 milioni di dollari con Fiat-Chrysler per realizzare di macchinari per combustione interna. Anche il fatto che Elon Musk sia stato ingaggiato dalla NASA per il lancio di 60 satelliti nello spazio non ha risollevato le sorti dell’azienda. Secondo gli analisti le ragioni della crisi sono molteplici. Anzitutto la Model 3, la prima auto di Tesla pensata per il mercato di massa, non ha dato i risultati di vendita sperati. Poi, per offrire un’auto a un prezzo competitivo, Tesla ha dovuto tagliare molti dei costi. Ancora, i dazi americani hanno complicato il quadro, insieme al fatto che la produzione dei veicoli procede a un ritmo troppo lento e l’obiettivo di 500mila veicoli all’anno rimane ancora un miraggio.

 

Cessione più vicina?

Con un quadro del genere di fronte, chi potrebbe essere interessato ad acquistare l’azienda? Lo scenario è complesso. Da un lato la domanda per le auto elettriche sta registrando un trend in aumento, dall’altro Tesla non ha più un prodotto competitivo come un tempo ora che anche aziende storiche si stanno dedicando all’elettrico. Eppure il marchio continua ad affascinare. Merito forse del fondatore che ha carisma e idee sempre originali o del fatto che il brand si è fatto conoscere ed apprezzare. Per questo secondo Forbes, nonostante il valore di mercato sia di 33 miliardi di dollari, acquisire la compagnia costerebbe una cifra che oscilla tra i 40 e i 50 miliardi di dollari. Nel “pacchetto” da acquisire infatti ci sono gli stabilimenti, le competenze tecnologiche, alcuni brevetti e una base di fan, pronti a scommettere sulle idee di Musk. Anche perché a Tesla va reso merito di aver avviato una rivoluzione ne settore del trasporto, con progetti per le auto elettriche sviluppati prima che l’emergenza ambientale e l’abbandono dei combustibili fossili finissero sull’agenda di tutti i governi del mondo. La verve innovativa colloca Tesla in una posizione interessante a dispetto dei conti e questo spiega perché le azioni sono comunque nel mirino degli investitori. Sull’identità del potenziale acquirente, però, si specula ancora molto. Lo scorso anno Volkswagen aveva tentato di acquisire una quota di maggioranza di Tesla ma l’offerta era stata rifiutata. Potrebbe tornare all’attacco ora, ma esistono altre case automobilistiche tedesche che avrebbero interesse ad ampliare la propria presenza nel settore dell’elettrico. Nulla esclude che anche i cinesi dimostrino aperture. Per non parlare di Ford, che è anche più prossima all’obiettivo. Ipotesi per ora, senza conferme o dati precisi. I prossimi mesi saranno probabilmente quelli decisivi.



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