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Risarcimenti precari. Ora il comune di Naro rischia un giudizio di ottemperanza

Scritto da il 10 luglio 2019, alle 07:04 | archiviato in Costume e società, Cronaca, Naro, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

A quasi 2 anni di distanza dalle 4 sentenze, dalla 25672 alla 25675 del 27 ottobre 2017, con cui la Corte di Cassazione ha smontato l’operazione attuata dalla magistratura siciliana riconoscendo il diritto al risarcimento per i precari del Comune di Naro (Ag) sembra oramai all’epilogo. I 3 precari di Naro, con gli avvocati Giovanni Rinaldi e Sergio Galleano, si erano rivolti alla magistratura per denunciare la reiterazioni dei contratti a termine. Nonostante l’esito dei primi giudizi (Tribunale di Agrigento e Corte di Appello di Palermo) non si sono arresi e sono andati sino alla Corte di Cassazione.

Forse anche grazie a queste prime sentenze si è aperto un percorso obbligato di stabilizzazioni. Molti Comuni infatti avrebbero rischiato il default dovendo pagare centinaia di migliaia di euro di risarcimenti.

Ci siamo rivolti direttamente all’avvocato Giovanni Rinaldi del Foro di Biella, ma originario di Naro (Ag), per avere lumi sulla situazione.

Avvocato Rinaldi quale è l’attuale stato del contenzioso?

Dopo le pronunce della Corte di Cassazione abbiamo riassunto nuovamente in Corte d’Appello di Palermo e finalmente le nostre domande sono state accolte con la condanna del Comune a risarcire 8 mensilità ad ogni precario oltre alle spese legali”

Essendo stati oggi stabilizzati hanno diritto lo stesso a essere liquidati o finisce con un nulla di fatto?

Ho già sentito dire a qualcuno la stessa cosa! I tre precari di Naro hanno una sentenza passata in giudicato e pertanto hanno diritto al risarcimento oltre che la stabilizzazione.

Diversa è invece la situazione di coloro che non hanno mai proposto nessuna azione o hanno un giudizio in corso.

Secondo Lei questi dipendenti riusciranno a recuperare le somme dovute?

Certamente! Le sentenze sono state già notificate con formula esecutiva e i termini di legge sono scaduti. Abbiamo provato a mandare una diffida il 21 maggio ma dal Comune non abbiamo mai avuto nessun riscontro. Pertanto nei prossimi giorni procederemo a notificare ricorso per ottemperanza al fine di conseguire l’esecuzione delle sentenze e l’adempimento dell’obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato

E questo nuovo contenzioso cosa comporterebbe per il Comune?

Se il Comune non procederà con l’esecuzione delle sentenze sarà nominato un commissario ad acta, un funzionario pubblico nominato dal giudice amministrativo come proprio ausiliario nell’ambito del giudizio di ottemperanza, al fine di emanare i provvedimenti che avrebbero dovuto essere emessi dall’Amministrazione (art. 21, Codice del processo amministrativo).



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