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Ambiente, migliora la qualità dell’aria in Sicilia

Scritto da il 12 settembre 2019, alle 06:22 | archiviato in Ambiente, Cronaca, cronaca sicilia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Per il 2018 la valutazione della qualità dell’aria in Sicilia mostra il mantenimento per gli inquinanti gassosi e – per alcuni parametri – un lieve miglioramento, malgrado permangano per alcune zone/agglomerati le criticità legate al superamento dei limiti per gli ossidi di azoto e per l’ ozono.

La valutazione della qualità dell’aria è stata effettuata da Arpa Sicilia (Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente) attraverso i dati registrati dalle stazioni fisse delle reti di monitoraggio e attraverso i dati storici per il periodo 2012-2018.
Particolato

Nel 2018 non sono stati registrati superamenti del valore limite, sia come media annua che come numero di superamenti della media su 24 ore; si registrano sempre valori di concentrazione media annua più elevati nelle stazioni da traffico urbano anche se non si rilevano superamenti del valore limite. Le zone di superamento risultano quindi ridotte rispetto al 2017. Si rileva tuttavia un superamento del valore obiettivo per l’arsenico nel particolato PM10 nella stazione Priolo, superamento che non si registrava dal 2012.
Ossidi di azoto (NOx)

Come evidenziato nell’ambito del documento, sebbene per gli ossidi di azoto sia presente un trend di riduzione delle concentrazioni medie annue su tutto il territorio regionale, si rilevano – analogamente agli anni precedenti- superamenti del valore limite nelle stazioni da traffico ubicate nell’Agglomerato di Palermo, nell’Agglomerato di Catania e nella Zona Aree Industriali. I risultati del monitoraggio confermano i dati dell’Inventario delle Emissioni anno 2012, che ha individuato il traffico veicolare (in particolare il traffico nelle strade urbane determinato dai veicoli pesanti maggiori di 3.5 t e dalle automobili a gasolio) come macrosettore maggiormente responsabile delle emissioni di ossidi di azoto negli agglomerati urbani. Si evidenzia nel 2018 nelle aree industriali anche un superamento del valore limite orario (200 µg/m3) in una stazione della Zona Industriale (SR-Scala Greca). Il limite è stato superato anche nel 2015 (18 superamenti), nel 2016 (15 superamenti), nel 2017 (4 superamenti) e nel anche nel 2018 (1 superamento), pertanto si può dire che negli anni tale superamento è diminuito drasticamente.
Ozono (O3)

Per l’ozono si registra il superamento del valore obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana in 8 su 18 stazioni della rete in cui viene monitorato, con una diminuzione rispetto al 2017 sia in termini di numero di superamenti che di numero di stazioni interessate dai superamenti. Nel 2018 non sono stati rilevati superamenti della soglia di informazione (180 µg/m3) nè della soglia di allarme (240 µg/m3). Permangono i superamenti del valore obiettivo per la protezione della salute umana e della vegetazione, nella zona Aree Industriali e nella zona Altro, già rilevati nel 2015 e 2016 e 2017. Poiché l’ozono è un inquinante secondario, le politiche di risanamento devono necessariamente riguardare la riduzione delle emissioni degli inquinanti precursori ed in particolare degli ossidi di azoto e dei composti organici volatili. Le misure di contenimento delle emissioni sia convogliate che diffuse di idrocarburi non metanici provenienti dagli impianti presenti nelle aree industriali (raffinerie, centrali termoelettriche e cementerie) rivestono particolare importanza, oltre che per la riduzione dell’ozono, per la protezione della salute della popolazione residente in tale aree e, considerato che tali composti hanno un impatto in termini di odori percepiti, per il miglioramento della qualità dell’aria a livello locale.

Benzene

Nel 2018 si è registrata una riduzione delle concentrazioni medie annue di benzene sia nelle aree urbane che nelle aree industriali, mentre permangono nelle aree industriali concentrazioni medie orarie di picco molto elevate.

Idrocarburi non metanici

Anche per gli idrocarburi non metanici, rispetto al 2017, nel corso del 2018 si è registrata, in quasi tutte le stazioni, una riduzione della concentrazione media annua, del valore massimo di concentrazione media oraria e del numero di concentrazioni medie orarie superiori a 200µg/m3 (valore soglia scelto come riferimento indicativo per la valutazione della qualità dell’aria), seppure tali superamenti risultino sempre molto significativi.

Le azioni per il risanamento della qualità del’aria

Al fine di superare le criticità in materia di qualità dell’aria la Regione ha adottato con Delibera di Giunta n. 268 del 18/7/2018 il Piano Regionale di Tutela della Qualità dell’Aria, le cui azioni, se attuate, consentiranno nel medio e lungo termine, il risanamento della qualità dell’aria nel territorio regionale, ed in particolare nelle zone e negli agglomerati dove sono stati registrati superamenti dei valori limite e dei valori obiettivo.

L’attuazione degli interventi previsti nel Piano rappresenta quindi una tappa fondamentale ed improcrastinabile per superare le criticità ancora presenti in materia di qualità dell’aria. Tali misure di contenimento delle emissioni si inseriscono inoltre negli impegni di riduzione delle emissioni nel 2020 rispetto ai livelli emissivi del 2005 assunti con il Protocollo di Göteborg.



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