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Convegno a Canicattì nel 30° anno della scomparsa: “Sciascia: scrittore geniale da riscoprire”

Scritto da il 19 ottobre 2019, alle 06:58 | archiviato in Canicattì, Cronaca, cronaca sicilia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

L’antropologia nelle opere di Leonardo Sciascia riassunta nella frase ‘Ho contraddetto e mi sono contraddetto’, è il tema del Convegno studi sullo scrittore di Racalmuto a 30 anni dalla morte, organizzato dalla Rivista di Letteratura e Teologia Oltre il Muro. Si svolgerà presso l’Istituto Tecnico G. Galilei di Canicattì Sabato 19 Ottobre a partire dalle ore 9,oo. A dare il saluto, il dirigente scolastico prof. Vincenzo Fontana.

Relatori: 

D. Pisana, Sciascia e la cultura del sospetto in I pugnalatori 

F. Tosto, Contrasto e contraddizioni come paradigmi esistenziali. Dal codice biblico a quello antropologico

E. Di NataliLe contraddizioni nei romanzi storici: Dalle Parti degli Infedeli e Morte dell’Inquisitore. 

V. Arnone,   Le contraddizioni nel saggio La Corda Pazza 

Dante Cerilli, L’abate Vella icona della contraddizione nel Il Consiglio d’Egitto 

R. Sorce, Figure contraddittorie nel racconto Le parrocchie di Regalpetra

Zagarella Le contraddizioni nell’ultimo Sciascia.

Dottor. Diego Guadagnino Le contraddizioni, motivo di riflessione.

La critica letteraria in questi decenni si è soffermata molto sulla denunzia sciasciana contro le ingiustizie, tuttavia non è andata oltre ad una lettura prettamente sociologica, mancando di quell’afflato antropologico filosofico che avrebbe consentito di conoscere la causa che genera l’ingiustizia.

Rilevare le contraddizioni nei personaggi presenti nell’opere di Leonardo Sciascia equivale a comprenderne la genialità in quanto indagatore dello spirito umano; una genialità che traspare nelle sue opere, da cui è possibile ricavare questo insegnamento: noi, nessuno escluso, ci dibattiamo nella difficile polarità tra atteggiamento e comportamento, perché essa fa parte della nostra condizione, di cui il Novecento,  il secolo sciasciano, è strapieno: i più noti rivoluzionari (Stalin, Tito, Mao, Francisco Franco, Pinochet, Gheddafi…) contraddissero se stessi divenendo i carnefici più spietati di coloro che avevano combattuto.

I numerosi personaggi delle sue opere si distinguono per le loro misere contraddizioni: il parroco di san Rocco, l’arciprete di Regalpetra, i fascisti, il direttore didattico, don Tano di Todo Modo, il principe di Sant’Elia, gli uomini della politica, l’Abate Vella del Consiglio d’Egitto, il Vescovo Ficarra de Dalle parti degli infedeli…. 

Egli, pertanto, è narratore geniale dei limiti umani e delle contraddizioni umane.

Questo è lo scopo di questo convegno organizzato dalla Rivista di Letteratura e Teologia Oltre il Muro. Far conoscere la genialità dello scrittore racalmutese equivale a contribuire ad avere un posto davvero rilevante nel panorama culturale italiano ed europeo, considerato che prima di Sciascia mai un altro autore in letteratura aveva così indagato nella contraddizione antropologica o quanto meno non aveva coinvolto un numero così rilevante dei personaggi che costellano le sue opere. Ogni uomo in quanto tale, a prescindere dalla sua condizione, è un essere contraddittorio, nessuno escluso. Ed è questa contraddizione intrinseca, antropologica, che causa l’ingiustizia nelle relazioni umani.



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