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Canicattì: perennemente distratti dalla “munnizza” non vediamo cosa accade intorno a noi. Difendiamo l’agricoltura canicattinese… a Mazzarrone sono già scesi in piazza

Scritto da il 31 ottobre 2019, alle 12:40 | archiviato in #Esclusiva, Canicattì, Cronaca. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Se volessimo utilizzare la nostra capacità di sintesi, tutto si racchiude in una frase: noi ci facciamo il mazzo , loro fanno i soldi. E aggiungiamo, noi scommettiamo il nostro danaro con il rischio di perderlo pari a quelli di una giocata al lotto, mentre altri riempiono le casse di danaro, senza neanche scommettere.. Proprio così, i produttori di uva da noi, al momento silenti, ma sofferenti stanno vivendo un momento di difficoltà e solitudine come pochi.

A Mazzarrone hanno iniziato a incazzarsi, qui a Canicattì credo accadrà tra un po’. In realtà il mercato dell’uva è diventato il mercato dello sfruttamento, i grossi gruppi fanno il bello e il cattivo tempo , decidono, fanno e sfanno come meglio ritengono, mentre il povero produttore è in balia dei capricci del tempo  e al cinismo degli speculatori. Attorno a tutto questo, il silenzio e l’indifferenza della politica, la totale assenza di  chi dovrebbe col petto in fuori aggregare la categoria e guidarla verso una protesta finalizzata alla richiesta di protezione di un prodotto che per la nostra comunità è stato oro, diamanti, motivo di orgoglio e ricchezza. A Canicattì l’uva Italia viene rubata (non venduta) perché mentre ci viene scippata a pochi centesimi al chilo, la grande distribuzione la rivende a 3 euro al chilo .

Il contadino per produrla spende 0,37 centesimi al kg  per venderla nella migliore delle ipotesi a 60 cent al chilo con un guadagno di appena  0,23 centesimi al Kg. La grande distribuzione ne guadagna 2,40 euro chilo. E’ il momento di parlare del problema, è il momento di proteggere l’oro canicattinese, di fare quadrato, di fare squadra. I politici locali nella loro inettitudine stanno a guardare, un po’ per strafottenza, un po’ per incapacità. La politica locale in questi casi dovrebbe fare da collante per l’intera categoria dei produttori, e farsi portavoce delle istanze, delle necessità, dei problemi dei nostri agricoltori.

Chi ascolta la voce dei produttori percepisce il disagio che stanno vivendo, mentre alcuni avvoltoi hanno tentato di speculare sul fenomeno diossina, proprio con la finalità di distrarre le loro responsabilità al disinteresse della categoria, gli agricoltori gridano al mondo i veri problemi che sta attraversando il comparto.

La nostra testata è a disposizione della categoria per eventualmente essere megafono del grido di aiuto che la categoria vorrà lanciare. Difendere l’agricoltura canicattinese, significa difendere l’intera economia, che in maniera trasversale tocca dal salumiere al negozio di capi firmati, dall’idraulico, al gommista.

 

Vedi il video dei produttori di Mazzarrone

 



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2 Risposte per “Canicattì: perennemente distratti dalla “munnizza” non vediamo cosa accade intorno a noi. Difendiamo l’agricoltura canicattinese… a Mazzarrone sono già scesi in piazza”

  1. giuseppe ha detto:

    Solo grazie all’associazionismo si può emergere, ad oggi, in un mercato così complicato! Gli agricoltori canicattinesi pagano oggi il frutto dell’incapacità della politica locale, dell’incapacità dei commercianti di fare squadra, dell’incapacità dell’assessorato di pubblico e spettacolo (associazioni PROLOCO comprese) di esaltare quello che produciamo… è 15 anni che si va indietro, anche le sagre sono diventate sfilate di trattori e cavalli…. poveretti!
    cos’ha fatto la politica locale? le attività volte alla promozione del nostro prodotto unico, quali sono state? avete mai sentito parlare di consorzi? Il consorzio dell’uva Italia…. perchè nessuno si mette di traverso e crea, guida, spiega qual’è il valore aggiunto dell’essere guidati da un consorzio di tutela? sarebbe il caso di approfondire l’argomento e chiedersi come mai non ha mai funzionato e come si può fare per tutelare tutti coloro che voglio emergere.
    inoltre, mi dispiace, ma secondo me anche gli agricoltori hanno dato il loro contributo a questa decadenza… anche se è giusto dire che non hanno mai potuto scegliere tra proposte concrete e valide. Ci vogliono le persone “GIUSTE” nei posti giusti… non come in alcuni casi!! Buona giornata e riflettete.

  2. Panem et Circenses ha detto:

    A Campobello il livello di disperazione è ancora più elevato di Canicattì. I coltivatori sono disperati, ma la politica non si è accorta di nulla, sono occupati nell’organizzazione di sagre, processioni con i cavalli, spettacoli vari… È una indecenza!

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