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Carica 104, la rivolta degli insegnanti alla base dell’inchiesta

Scritto da il 7 novembre 2019, alle 06:54 | archiviato in Agrigento, Costume e società, Cronaca, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

C’è un esposto congiunto firmato da ben 44 insegnanti di scuola primaria alla base della maxi inchiesta denominata “La carica delle 104”. Una vera e propria rivolta di maestre che, vedendosi scavalcare ripetutamente in graduatoria grazie ai benefici quantomeno sospetti ottenuti grazie alla 104, hanno deciso di presentare alla Digos un dossier con nomi, cognomi, parentele e circostanze che apparivano fin da subito poco chiaro.

E’ questo il principale elemento emerso questa mattina alla ripresa del processo scaturito dalla maxi operazione della Digos. A raccontarlo, chiamato a testimoniare dal pm Paola Vetro, è il vicequestore Carlo Mossuto, ex capo della Digos, fresco di promozione a primo dirigente. Un’udienza, quella celebrata davanti i giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Agrigento presieduta da Wilma Angela Mazzara con a latere i giudici Fulvia Veneziano e Micaela Raimondo, non priva di scintille a suon di opposizioni tra le parti.

Il processo, che vede sul banco degli imputati 48 persone tra medici, faccendieri e presunti finti disabili, è subito cominciato con lo scioglimento della riserva del Tribunale sull’istanza avanzata dall’avvocato Gaziano che chiedeva l’annullamento del decreto di rinvio a giudizio per alcuni difetti di notifica. Difetti che sono stati riscontrati per le posizioni di due imputati che per tale motivo sono state stralciate proseguendo dunque in un altro procedimento separato.

Il vicequestore Mossuto ha poi ripercorso l’attività di indagine che ha coordinato e che è passata alla ribalta nazionale come “La Carica delle 104”: “Ci arriva un esposto firmato da 44 insegnanti che ci mettevano a conoscenza di alcuni fatti. Da lì iniziammo a indagare intercettando i principali personaggi ed effettuando pedinamenti. Quello che emergeva era la presenza di due sodalizi criminali, con alcuni sodali in comune, che operava al fine di ottenere certificazioni compiacenti che potessero attestare o aggravare patologie con lo scopo di ottenere benefici tramite la legge 104. Una volta “confezionata” la pratica poi veniva inoltrata alla commissione invalidi dell’Asp”.

Un vero e proprio terremoto giudiziario che si caratterizza in tre filoni di indagine l’ultimo dei quali concluso lo scorso marzo quando il pm Paola Vetro ha notificato la chiusura indagini ad altre 54 persone. Si torna in aula il 17 dicembre.

 



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