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Canicattì, 60° anniversario della morte del “Vescovo Buono” Mons. Angelo Ficarra

Scritto da il 18 novembre 2019, alle 07:06 | archiviato in Canicattì, Costume e società, Cronaca, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Nella sala conferenze del Circolo di Compagnia di Canicatti si è tenuto un convegno per commemorare il 60° anniversario della morte dell’illustre concittadino canicattinese Mons. Angelo Ficarra.

Alla presenza di una sala gremita di pubblico il presidente del Rotary Club Canicatti, Dott. Salvatore Russo che ha presentato il convegno ed ha sottolineato la volontà del Rotary Club di Canicatti di colmare una lacuna sulla ricorrenza di un illustre cittadino Canicattinese considerato dagli storici il “Vescovo Buono”. I lavori del convegno sono iniziati con la presentazione del relatore da parte dell’Arch. Giuseppe Ingaglio che ha anche introdotto interessanti spunti e aneddoti legati alla figura di Mons. Ficarra.

Il Relatore Padre Daniele Neschisi, patrologo della Diocesi di Piazza Armerina, ha illustrato le date salienti della vita e dell’opera di Mons. Angelo Ficarra, un arcivescovo cattolico canicattinese, autore di importanti studi su san Girolamo e poi vescovo di Patti dal 1937 al 1957. Don Daniele Neschisi si è soffermato sulle vicende che hanno visto Mons. Ficarra protagonista involontario di trame e provvedimenti contro la sua persona a causa della sua testarda volontà di occuparsi solo del gregge pastorale e di non volere avallare le “pressioni” che gli arrivavano dalla politica e dallo stesso mondo ecclesiastico, identificando le ragioni del suo allontanamento dalla diocesi che presiedeva a causa degli attriti con la gerarchia della chiesa che gli rimproverava di non avere promosso le elezioni della DC di quella zona, fatti questi, che sono stati addirittura, oggetto del saggio dello scrittore Leonardo Sciascia, “Dalle parti degli infedeli”.

Dalla disamina della vita e delle opere dell’Arcivescovo Mons. Angelo Ficarra, si delineava una figura di grande cultura e di prolifera pubblicazione di testi apprezzatissimi anche dal Vaticano e di grande e bonaria semplicità.

Nel 1928 completa la redazione della voce San Girolamo per l’Enciclopedia Treccani, su incarico del suo antico maestro Giovanni Gentile, direttore scientifico dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana.

Notevole era anche la stima che di lui aveva il filosofo Giovanni Gentile, docente a Palermo, che pare abbia detto: «Quando lo studente Ficarra alza la mano, sono in imbarazzo».

Nell’estate del 1950, fece scalpore la firma di mons. Ficarra in appoggio alla petizione pacifista contro la proliferazione nucleare (appello di Stoccolma) promossa dai Partigiani della Pace, guidati dal premio Nobel, e comunista, Frédéric Joliot-Curie. Essa sembrava infatti in aperta violazione della scomunica di Pio XII verso i comunisti e in particolare del divieto ad appoggiarne le associazioni da essi organizzate “anche se camuffate sotto altri nomi”.

Non trovando nessuna scusa plausibile per poterlo destituire, le gerarchie ecclesiastiche nel 1957, lo promossero ad arcivescovo titolare di Leontopoli di Augustamnica in partibus infidelium, nomina ad una sede fittizia in modo da esautorarlo dal suo incarico di vescovo. Il “Vescoso Buono” sarebbe morto due anni dopo, il 1º giugno 1959 e venne sepolto nella chiesa madre di Canicattì, città in cui era nato 74 anni prima. I lavori si sono chiusi con i ringraziamenti di rito del Dott. Salvatore Russo al relatore ed agli intervenuti.



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