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Omicidio bracciante agricolo a Naro: testimone cambia tre volte versione

Scritto da il 8 dicembre 2019, alle 07:08 | archiviato in Costume e società, Cronaca, Naro, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

E’ stata un’udienza a dir poco “pirotecnica” quella che si è celebrata  in Corte d’Assise di Agrigento, presieduta dal giudice Alfonso Malato con a latere il giudice Alessandro Quattrocchi, nell’ambito del procedimento scaturito dalla morte del bracciante agricolo Costantin Pinau, ucciso nel luglio dello scorso anno al culmine di un agguato portato avanti da due sue connazionali – Vasile e Vladut Lupascu – condannati negli scorsi mesi a trent’anni di reclusione.

La moglie dei due killer – Ansioara Lupascu – ha invece scelto il rito ordinario: secondo l’accusa avrebbe partecipato anche lei all’agguato che portò all’omicidio di Pinau.

Dopo il sequestro dei telefoni e delle sim card disposte dalla Corte al fine di verificare il presunto alibi dell’imputata – che secondo la difesa non si trovava sul luogo del delitto ma in un bar – è comparso un conoscente che avrebbe dovuto confermare questa circostanza. Interrogato dalle parti con l’ausilio di un interprete il testimone , di fatto, cambia più volte versione: “Si la telefonata è vera”. Salvo poi dire: “No, è stata la figlia di Ansionara a dirmi di fare questa cosa”.

L’accusa è sostenuta in aula dal pm Antonella Pandolfi.

 



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