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Non più rifiuti, ma risorse: “economia circolare” anche in Sicilia con il ddl di Palmeri

Scritto da il 7 febbraio 2020, alle 06:14 | archiviato in Ambiente, Photo Gallery, Politica, politica sicilia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

“L’economia circolare potrebbe cambiare il nostro modo di intendere i rifiuti e risolvere molti problemi nella gestione, si tratta infatti di un modello che cerca di raccogliere i materiali usati e trattarli perché possano essere riutilizzati o riciclati più volte, per eliminare sprechi e ridurre l’impatto degli imballaggi sull’ambiente. Infatti, fare la differenziata senza prevedere il destino di ogni materiale differenziato, è come uccidere la differenziata stessa”: lo sostiene Valentina Palmeri, deputata regionale del Movimento 5 Stelle, che ha presentato all’Ars un disegno di legge completo e molto articolato per adottare in Sicilia il sistema dell’economia circolare.

 

“Mentre la Sicilia si chiede ancora come fare decentemente la raccolta differenziata – spiega Palmeri – potremmo invece, in un sol colpo migliorare tutta la filiera che riguarda rifiuti, imballaggio, discarica, apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), veicoli fuori uso, pile e accumulatori, applicando le direttive Ue in materia, chiamate comunemente ‘pacchetto  economia circolare’. Si tratta di spostare l’attenzione dal rifiuto differenziato al suo effettivo riciclo e riutilizzo, con metodi di raccolta che permetterebbero di usare questo rifiuto come materia prima negli impianti di produzione di beni. Inoltre va adottato un sistema di ‘upcycling’, ovvero l’utilizzo di materiali di scarto destinati ad essere gettati, per creare nuovi oggetti dal valore maggiore del materiale originale. Gli stessi principi in ambito agricolo diventano agricoltura circolare: vuol dire recuperare le risorse ancora in circolo nel sistema anziché importarle dall’esterno”, aggiunge Palmeri.

 

Il ddl prevede che la Regione definisca un Piano regionale dell’Economia circolare, vieti il  commercio di contenitori di liquidi non riciclabili, obblighi i Comuni ad adeguare i regolamenti obsoleti uscendo dalla logica limitativa della raccolta differenziata, crei una Borsa regionale delle materie prime seconde, faccia divenire pubblici i fabbisogni regionali di prodotti derivati dalle materie e i  fabbisogni degli impianti industriali di trasformazione. Previsto, sempre nel ddl, un Fondo regionale per incentivare le imprese al riciclo, recupero e riuso dei materiali, alimentato con i proventi dell’addizionale. Altre norme del ddl puntano a favorire la creazione di attività economiche per il riciclo del Pet e di altri materiali riciclabili e per favorire la raccolta separata in ambito condominiale, per creare in tutti gli interventi edilizi nuovi o di ristrutturazione, aree idonee a collocare contenitori per la differenziata e per i materiali post consumo. Previsti anche un marchio regionale per identificare i prodotti in linea con i principi di economia circolare, delle norme per la produzione e l’utilizzo di compost su piccola scala e la promozione di attività di ricerca e formazione.



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