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Concorso per 400 insegnanti di religione in Sicilia, sindacati chiedono tavolo tecnico

Scritto da il 13 febbraio 2020, alle 06:14 | archiviato in Politica, politica sicilia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Il Ministero dell’Istruzione pensi a stabilizzare gli attuali insegnanti di religione precari. E’ quanto sostengono i sindacati dopo l’annuncio del Miur di voler assumere altro personale tramite concorso. Per questo Cisl Scuola nazionale ha chiesto la convocazione di un tavolo tecnico per avviare un confronto concreto con il Ministero, anche allo scopo di avvicinarlo ai problemi della categoria dei docenti di religione che, con quindicimila insegnanti e una anzianità di servizio media di 15 anni in tutto il territorio nazionale, aspetta anche in Sicilia da lungo tempo la stabilizzazione.

“Siamo dell’idea – dice Francesca Bellia segretario generale Cisl Scuola Sicilia – che l’imminente concorso annunciato dal Ministero, dovrebbe pensare più che alla selezione e al conseguente reclutamento di nuovi docenti, a una stabilizzazione del personale già in servizio”.
Il concorso per i docenti di religione con conseguente immissione in ruolo è stato deciso dopo l’approvazione della legge su disposizioni urgenti in materia di reclutamento del personale docente di religione cattolica), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 28 dicembre scorso. In Sicilia i posti a bando saranno circa 400 a fronte di un numero maggiore di docenti precari.

“Questa legge – sostiene Bellia – , non prevede però il doppio canale di reclutamento (concorso ordinario e concorso con riserva per i precari) disattendendo le legittime aspettative dei precari. Ci apprestiamo pertanto a intervenire anche nella stesura del bando per garantire maggiori tutele e per chiedere che non vengano perpetrate discriminazioni nei confronti dei colleghi”.
Entro il 2020 si prevede la pubblicazione del bando per il reclutamento di docenti di religione di ogni ordine e grado di scuola, per il 70% della globalità dei posti funzionanti e che si renderanno vacanti e disponibili nel triennio 2020-21, 2021-22, 2022-23. Il 50% dei posti sarà riservato ai docenti aventi tre o più anni di servizio, anche non consecutivi (svolti per almeno 180 giorni o ininterrottamente dal 1 febbraio agli scrutini finali).

“Esaurita tale quota di riserva – continua il segretario generale Cisl Scuola Sicilia -, coloro che si troveranno in posizione utile potranno comunque accedere in ordine di graduatoria alla trasformazione del rapporto a tempo indeterminato, anche entro il restante 50% dei posti. Nel periodo transitorio tra l’indizione e lo svolgimento del concorso, in quelle regioni dove si trovano docenti inclusi nelle graduatorie del concorso 2004, sarà possibile procedere all’immissione in ruolo attraverso lo scorrimento delle stesse. Anche se il provvedimento approvato presenta dei limiti, noi riteniamo necessario e urgente avviare l’iter concorsuale”.
La Cisl Scuola Sicilia, conclude: “Al momento attuale, nell’attesa di risposte dal nuovo Ministro, stiamo predisponendo eventuali azioni formative da proporre agli interessati al concorso anche al fine di contrastare eventuali formazioni a pagamento, che verranno proposte ai partecipanti, dissuadendo tutti dal partecipare a quelle non in linea con un bando che ancora non esiste, e che deve essere elaborato. Verranno indette assemblee territoriali per aggiornare i nostri iscritti e fornire indicazioni più precise”.



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1 Risposta per “Concorso per 400 insegnanti di religione in Sicilia, sindacati chiedono tavolo tecnico”

  1. Pasquale Nascenti ha detto:

    Gent.ma Redazione Canicattì Web

    In relazione all’articolo pubblicato sul vostro sito allo scopo di aggiornare i lettori sulle novità relative ai prossimi bandi di concorso per il personale docente, nella speranza di fare cosa gradita, vorrei portare alla vostra attenzione, una serie di considerazioni relative ad un futuro concorso per docenti di religione, a beneficio di chi ci legge e allo scopo di favorire il dialogo e il confronto.

    A distanza di ben 16 dall’ultimo e unico Bando di concorso per docenti di religione cattolica l’art.1bis della L.159/2019 accorda l’indizione di un nuovo concorso. Purtroppo però l’art. 1bis non soddisfa le legittime aspettative dei docenti di religione (degli idonei del concorso del 2004 ma mai immessi in ruolo e del precariato storico con 10-15-20 anni di servizio alle spalle).

    Non si capisce infatti perché per altre categorie di docenti con tanti anni di servizio alle spalle è stata prevista una procedura straordinaria e per gli insegnanti di religione invece no. Il nodo sembrerebbe essere il valore abilitate della l’idoneità diocesana rilasciata dall’ordinario del luogo, elemento indispensabile per accedere all’insegnamento della disciplina e al concorso stesso. La giurisprudenza amministrativa e le circolari ministeriali che si sono susseguite nel tempo ne hanno sancito la portata abilitante.
    Ma l’elemento su cui vorrei portare la vostra attenzione è che questa legge, casomai dovesse trasformarsi in bando rischia di lasciare a casa molti docenti di religione con 15-20-25 anni di servizio e non soltanto per l’ingiustizia di subire un concorso ordinario ma perché l’attuale dispositivo riserva al precariato storico una percentuale – il 50% dei posti messi a bando – insufficiente per immettere in ruolo chi insegna da tanti anni; nella migliore delle ipotesi qualcuno si vedrà costretto al part-time forzato.
    E la quota del 30% del contingente da assegnare ai docenti non di ruolo prevista dalla L.186/2003 non basterà garantire continuità lavorativa.

    Questo sono alcuni motivi che costituiscono valide ragioni affinché il prossimo bando, così come è concepito, non veda mai la luce.
    Mi creda, lo dico con grande dispiacere, ma il rischio di perdita del posto di lavoro è molto forte!

    E questo rischio non possiamo permetterlo!

    Prof. Pasquale G. Nascenti

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