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“Riapriamo tutto, conviveremo con il virus per due anni”, la proposta di Matteo Renzi

Scritto da il 28 marzo 2020, alle 14:23 | archiviato in Costume e società, Photo Gallery, Politica. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

«Questo virus ci farà ancora male. Non per settimane, per mesi e mesi. Il vaccino non c’è e se andrà bene torneremo ad abbracciarci tra un anno, se andrà male tra due…». Lo ha detto Matteo Renzi, il leader di Italia Viva, in un’intervista rilasciata ad Avvenire.

«Riapriamo. Perché non possiamo aspettare che tutto passi. Perché se restiamo chiusi la gente morirà di fame. Perché la strada sarà una sola: convivere due anni con il coronavirus», ha aggiunto l’ex premier, per il quale «bisogna consentire che la vita riprenda. E bisogna consentirlo ora. Sono tre settimane che l’Italia è chiusa e c’è gente che non ce la fa più. Non ha più soldi, non ha più da mangiare. I tentacoli dell’usura si stanno allungando minacciosi specialmente al Sud. Senza soldi vincerà la disperazione e si accende la rivolta sociale. I balconi presto si trasformeranno in forconi; i canti di speranza, in proteste disperate». E ancora: «Serve un piano per la riapertura e serve ora. Le fabbriche devono riaprire prima di Pasqua. Poi il resto. I negozi, le scuole, le librerie, le Chiese. Serve attenzione, serve gradualità. Ma bisogna riaprire».

Il senatore toscano ha anche detto: «Ogni tipo di richiesta di denaro va sospesa: tasse, affitti, mutui. Chi è stato chiuso regge se gli elimini le scadenze o se gli offri una straordinaria iniezione di liquidità. È la sola strada: lo Stato deve dare garanzie alle banche e le banche devono garantire liquidità. Senza chiedere modulistiche infernali, deve bastare un modulo di richiesta sulla base del fatturato dell’anno prima e la garanzia dello Stato».

«Il governo ha bloccato le libertà di sessanta milioni di italiani – ha aggiunto Renzi – ma non è stato capace di bloccare il virus della burocrazia. Il Cura-Italia è un incomprensibile fiume di parole. Le autocertificazioni per spostarsi cambiano ogni giorno: facciamo un’autocertificazione in meno e un tampone in piu’. In momenti cosi’ la vita della gente va resa semplice, non complicata, in momenti così la burocrazia non può vincere sulla Costituzione».



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