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Indossiamo tutti una maschera… pardon una mascherina.

Scritto da il 29 marzo 2020, alle 12:52 | archiviato in #Esclusiva, Canicattì, Cronaca. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Il corona virus come la livella. C’è chi lo definisce una guerra, chi un terremoto, chi uno tsunami. Ma il corona virus non è nulla di tutto questo. Non ha una divisa,non  lascia macerie e non sommerge città. E’ invisibile, trasparente, silenzioso e ha la faccia di ognuno di noi ed è talmente subdolo che con l’intento di non assomigliare a nessuno ci ha anche  azzerato i connotati estetici, rendend0ci tutti un’unica mascherina.  Oramai i nostri visi ridotte a piccole toppe di pezza, non riescono a raccontare più nulla di noi .

Gli sguardi, tutti impauriti, guardinghi, sospettosi fuoriescono dal bordo di quell’appendice tenuta dagli elastici, come gli occhi di un bambino appena nato che non capisce bene dove sia finito. E come un neonato anche noi sembriamo avere abbandonato quella placenta fatta di normalità, di baci, di abbracci, di serate in pizzeria, di gite fuori porta con gli amici. Tutto sembra un lontano ricordo. Si gioca a condividere nei gruppi WhatsApp foto di quando eravamo normali, , istantanee che fotografano abbracci e baci che  oggi ci danno un brivido solo a guardarle. In soli venti giorni  il corona virus ha tirato fuori la parte migliore e peggiore di noi, ci ha reclusi, senza processo , senza condanna.

Ci ha divisi, senza deportarci, ci ha isolati senza allagare le nostre citta. Il corona virus non è una guerra ma uccide come i proiettili di un soldato, non è un terremoto, ma ci ha sotterrato sotto le macerie richiudendoci in casa, non è uno tsunami, ma ci ha inondato di lacrime e disperazione per ciò che sta succedendo nel mondo.  Ci ha resi generosi e ingordi nello stesso istante, coraggiosi e vigliacchi, ricchi e poveri, e ci ha accomunati tutti, belli e brutti in un’unica mascherina.

Cosa vuole fare ancora di noi il Covid 19 non si è ben capito. E’ nell’immagine del Papa la rappresentazione plastica della nostra fragilità . In quella enorme piazza vuota tuonano le sue parole, che arrivano al cuore di tutti, credenti e non. E mentre quella piazza somiglia sempre di più a tutte le piazze delle nostre città, i balconi hanno smesso di cantare e hanno iniziato a pregare. Siamo fragili come foglie al vento pronti a cadere al primo colpo di tosse.

Cesare Sciabarrà



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1 Risposta per “Indossiamo tutti una maschera… pardon una mascherina.”

  1. LucaS ha detto:

    Sciabarrà… la vuole sapere la mia?…
    Guardi… la Gente che lei vede “sospettosa”… il più delle volte è la stessa che prima la incontrava… scambiava un saluto con lei… le parlava del più e del meno… e poi allontanandosi sorridendo… le augurava il peggio che potesse capitarle!

    Personalmente… ho notato… che è venuta meno la falsità dei Canicattinesi. O meglio… adesso la vera natura della Gente sta uscendo fuori!… Ci sono persone ugualmente gentili e realmente vere… che anche nel contesto attuale… le mostreranno disponibilità… apertura verso il prossimo… e in talune circostanze anche sensibilità.

    Diciamo che Canicattì ha gettato la maschera!…
    Sciabarrà… il 90% la guarderà in modo sospetto… e sarà molto diffidente. Mentre un buon 10% le rivolgerà ugualmente la parola… e sarà sempre la stessa sotto il profilo morale.
    Adesso… forse ha capito qualcosa in più dei Canicattinesi!…
    Si ricorda che alcuni giorni fa… le scrissi di un “Paese strano” quello Canicattinese?… Ecco… ciò che lei osserva da queste parti… lo noterà molto meno a Campobello di Licata… piuttosto che a Porto Empedocle… Realmonte… Montallegro e così via.

    Il Covid-19 ha di fatto cadere la maschera a molti “mascherati”.
    E NON parliamo dell’invidia… o di cosa potrebbero inventarsi… pur di danneggiare la sua persona… e solo ed esclusivamente per invidia o per ritorno economico. Meglio lasciar perdere!
    Canicattì è un paesaccio… con tutte le sue contraddizioni… le sue storture… le sue lacune… e la sua gente (qualcuno si salva tra questi).

    Cordialità.

    Ps. Mi scuso se qualche invidioso si sia smentito chiamato in causa… ma era giusto spiegarlo ad un “Nostro Concittadino” quale Sciabarrà è diventato… dopo quasi 20 anni di permanenza ininterrotta a Canicattì.

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