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Tanti i cinghiali nel Parco delle Madonie, al via un piano per il controllo

Scritto da il 22 giugno 2020, alle 06:18 | archiviato in Ambiente, Cronaca, cronaca sicilia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Un piano per il controllo dei suidi presenti all’interno del Parco della Madonie è stato messo presentato nel corso di un vertice con i sindaci del comprensorio madonita che hanno segnalato nel corso del lockdown la presenza di cinghiali nei centri montani dell’entroterra siciliano.

Adesso sta per partire il piano triennale di controllo suidi dell’Ente Parco delle Madonie, promosso di concerto con il Dipartimento regionale Sviluppo rurale e territoriale dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Siciliana. L’argomento è stato al centro dell’ultimo Consiglio del Parco, nel corso del quale i sindaci hanno sottolineato il pericolo di presenza dei suidi nelle immediate vicinanze dei centri urbani a seguito del lockdown dovuto alla pandemia da Covid19.
I primi cittadini delle Madonie hanno condiviso l’azione e l’attività portata fin qui avanti dall’Ente Parco delle Madonie che si pone l’obiettivo di trovare una soluzione dell’emergenza tramite il piano suidi, adesso pronto per partire. “In queste settimane di emergenza Covid – afferma il Commissario del Parco, Salvo Caltagirone – gli uffici tecnici dell’Ente non solo non si sono fermati, ma anzi hanno accelerato sul perfezionamento di passaggi che riteniamo cruciali per dare risposte ai cittadini madoniti, operatori in testa, che da troppi anni si trovano costretti a fronteggiare una emergenza suidi”.
Il Piano di controllo della popolazione dei suidi è stato presentato nell’ambito del Po Fesr Sicilia – Asse 6 – Misura 6.5.1 per l’importo complessivo di quasi 400 mila euro, appena finanziati dall’assessorato regionale al Territorio e Ambiente. Secondo le linee guida del Piano di gestione dei Suidi in area Parco, sono previste sostanzialmente forniture di attrezzature varie atte a incrementare le attività di controllo, così come previsto dalla legge. Inoltre si prevede la fornitura di quelle attrezzature idonee alla protezione dei fondi agricoli da potere assegnare agli agricoltori locali. Il Parco ha proceduto alla richiesta dell’anticipazione prevista dal finanziamento (pari al 5% dell’importo progettuale).



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