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Canicattì: gli operatori ecologici, l’anello debole delle loro diatribe

Scritto da il 27 luglio 2020, alle 12:44 | archiviato in Canicattì, Cronaca, IN EVIDENZA. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Stamani li ho incontrati. I volti stanchi delle mattinate di lavoro e l’aria delusa di chi sa di essere l’anello debole di una diatriba il cui prezzo viene pagato sempre e solo da loro. Sono stato circondato da padri di famiglia che come chi finisce in un girone infernale chiede aiuto .

La prima cosa che mi hanno detto è di porgere le scuse ai cittadini per il disservizio creato. Poi hanno continuato a dirmi che non sono più nelle condizioni di potere portare la spesa a casa per le loro famiglie. Ma facciamo una sintesi dell’accaduto.

Mentre il Sindaco della città dell’Uva Italia continua a dire che per loro è tutto a posto e hanno pagato quanto loro spettante , dall’altra parte le aziende che gestiscono la raccolta dei rifiuti replicano che gli devono ancora cifre che a leggerle fanno paura.

Nel frattempo gli operatori rimangono senza stipendio da giugno oltre la quattordicesima e vantano ancora gli arretrati risalenti alla gestione Dedalo e SRR ( parliamo di oltre 12 mila euro a testa). Un botto di soldi che farebbe ritornare il sorriso sulle facce degli operatori ecologici, stanchi oltre che per il faticoso lavoro che svolgono, anche e soprattutto perché debbono annaspare e inventarsi la vita ogni giorno.

Le spiegazioni che vengono date dall’amministrazione sembrano deboli e ci sembra strano che aziende che operano nel settore da oltre 40 anni e dove la gente fa a pugni per andarci a lavorare possano millantare crediti non dovuti.

E aggiungo che non penso si faccia a pugni per andare a lavorare in aziende che hanno la nomea di non pagare. Questa è solo una riflessione ad alta voce.

Ma si sa che l’azienda è azienda e l’amministrazione è amministrazione e se quello che dice è nelle condizioni di dimostrarlo, non esiti a tirare fuori le carte e a mettersi dalla parte degli operatori. Non basta un post con il quale si dice “ noi abbiamo pagato” è necessario articolare l’argomento con  il petto in fuori.

Sono sicuro che se tra gli stipendi non pagati ci fossero pure i loro, non si accontenterebbero di un post su facebook. Ciò detto, rimango con il ricordo degli occhi di tanti padri di famiglia che vogliono quanto loro gli spetta per il lavoro che fanno . E allora da giornalista non posso che dare loro voce e invitare le parti non a fare a gara di chi ha torto o ragione, ma di chiarire pubblicamente lo stato dell’arte e dare quanto è dovuto a gente che lavora.

Un’ultima considerazione a proposito degli arretrati che gli operatori vantano. Si tratta di cifre importanti che risalgono ai tempi della Dedalo e della RSS , cifre che consentirebbero a chi di sposare la figlia a chi di togliersi debiti arretrati accumulati in seguito a questi periodici ritardi.

La domanda è : cosa avete fatto, e lo chiedo agli amministratori, per fare in modo che queste cifre vengano date ai legittimi proprietari? Mi auguro che la risposta la diano a coloro che alzandosi la mattina alle 4 ci consentono di vivere in un paese accettabile.



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