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“Uccise cognato per difendere la sorella”: sentite in aula figlia e moglie della vittima

Scritto da il 21 novembre 2020, alle 07:08 | archiviato in Cronaca, Palma di Montechiaro. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Nuova udienza del processo a carico di Raimondo Burgio, 37enne di Palma di Montechiaro, accusato di aver ucciso il cognato al culmine di una lite nel novembre dello scorso anno. In aula sono comparse moglie e figlia della vittima – Ignazio Scopelliti – per l’audizione quale condizione per accedere al rito abbreviato. Due testimonianze opposte quella di madre e figlia: la prima ha confermato il clima di terrore e violenza che avrebbe subito nel corso del tempo; la figlia, invece, ha escluso questa circostanza.

Burgio, reo confesso, avrebbe sparato due volte all’indirizzo del cognato Ignazio Scopelliti, bracciante agricolo di 47 anni, assassinato con due colpi di pistola in via Palladio, a Palma di Montechiaro, lo scorso 2 novembre. Burgio, in un primo momento era stato posto agli arresti domiciliari  in seguito al suo atteggiamento collaborativo e la particolare situazione vissuta in famiglia anche in considerazione delle numerose denunce che la stessa aveva depositato nei confronti dello Scopelliti.

La misura degli arresti domiciliari fu poi revocata con l’obbligo di dimora. L’imputato è difeso dagli avvocati Francesco Scopelliti e Giovanni Lomonaco.

 



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