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Troncatrici per legno di categoria hobbistica: problematiche e soluzioni

Scritto da il 22 novembre 2020, alle 00:52 | archiviato in Scienze e tecnologie. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

In genere quasi nessun elettroutensile è perfetto al 100%; a eccezione di quelli assemblati da macchine CNC, caratterizzati da un costo estremamente alto, anche il migliore degli attrezzi è soggetto a piccole limitazioni di natura strutturale o progettuale.

Come capita nella maggior parte dei casi e per le altre attrezzature, la troncatrice per legno può possedere caratteristiche variabili a seconda della ditta produttrice e della categoria di appartenenza. Nel nostro articolo ci interessa fare luce su questo tipo di macchine, in particolar modo su quelle destinate all’uso hobbistico e semiprofessionale, in modo da capire quali sono le problematiche comuni e le azioni che si possono intraprendere per porvi rimedio.

 

I materiali di fabbricazione e l’assemblaggio

La maggior parte dei difetti che si possono riscontrare in una troncatrice sono dovuti principalmente alla qualità dei materiali di fabbricazione e all’assemblaggio. Al di là degli standard costruttivi seguiti dalla maggior parte delle ditte produttrici, infatti, sotto questo aspetto il prezzo dell’elettroutensile è chiaramente indicativo del livello di qualità.

Dal momento che la troncatrice per legno è una macchina stazionaria ma predisposta anche per il trasporto e l’uso in esterni, le ditte produttrici preferiscono utilizzare l’alluminio aeronautico al posto dell’acciaio, in quanto offre caratteristiche di resistenza quasi analoghe ma con il vantaggio di essere molto più leggero.

La qualità delle leghe adoperate, però, varia a seconda del prezzo e della marca dell’elettroutensile; i modelli più economici sacrificano necessariamente qualcosa in tal senso, o la qualità dei materiali stessi o la cura nell’assemblaggio; dovendo scegliere per forza una macchina dal costo contenuto, quindi, è di gran lunga preferibile orientarsi verso un modello assemblato grossolanamente piuttosto che su uno realizzato con materiali modesti. Questi ultimi tendono a rovinarsi più rapidamente infatti, o addirittura a cedere di colpo se vengono sottoposti a sforzi intensivi, presentando così potenziali rischi per l’operatore.

Un assemblaggio scadente, invece, è un difetto che può essere facilmente corretto con un po’ di pazienza e buona volontà, smontando e riassemblando l’elettroutensile con maggiore attenzione ed effettuando le rettifiche del caso sulle componenti che lo richiedono.

 

Motore e prestazioni

Il tipo di motore utilizzato dalla troncatrice incide sia sulle prestazioni sia sul costo e sui consumi dell’attrezzatura. Gli appassionati di fai da te e gli hobbisti che non hanno particolari esigenze possono tranquillamente cercare di risparmiare sulla spesa di acquisto, ma è bene tenere conto di alcuni aspetti fondamentali; a meno di non sostituirlo di sana pianta infatti, intervento non sempre conveniente peraltro, è pressoché impossibile porre rimedio alle problematiche dovute al motore.

I modelli dotati di motore elettrico a spazzole offrono buone prestazioni ma tendono a essere molto più rumorosi, a generare maggiori vibrazioni e a consumarsi più in fretta. Per garantire lo stesso livello di prestazioni di un motore brushless o di un motore a induzione, inoltre, devono assorbire una quantità di Watt superiore, quindi consumano più di quanto rendono. Nell’ottica dell’uso domestico però, l’unica reale problematica che presentano è la rumorosità, dovuta principalmente alle vibrazioni prodotte.

Le troncatrici azionate da motori a induzione, invece, sono di gran lunga più performanti, generano meno vibrazioni e quindi sottopongono la macchina a uno stress minore, inoltre hanno il pregio di essere meno rumorose. Dal momento che si possono trovare anche nella categoria dei modelli hobbistici, se si è disposti a spendere qualcosa in più conviene acquistare uno di questi modelli.

 

Il grado di precisione

La caratteristica di maggior rilievo, per un qualsiasi elettroutensile, è rappresentata dal suo livello di precisione. Le troncatrici moderne, indipendentemente dalla categoria di appartenenza, sulla carta sono tutte progettate per garantire la massima precisione possibile, ma nella realtà dei fatti esistono notevoli differenze tra i modelli economici e quelli di fascia più elevata.

La presenza della guida di taglio laser e delle scale graduate non basta, infatti, perché se queste componenti non sono ben assemblate rendono la macchina approssimativa. Il problema principale consiste nel gioco che spesso e volentieri si riscontra nei canali di scorrimento delle battute, negli alloggiamenti delle guide goniometriche e nelle parti mobili che regolano l’inclinazione della lama e l’orientamento del piano di lavoro. 

In questo caso basta sostituire le guide goniometriche con altre di qualità migliore oppure smontare e rettificare le parti mobili, adottando questi piccoli accorgimenti anche una macchina dalle prestazioni modeste può incrementare notevolmente la precisione di taglio.

L’unico aspetto “irreparabile” a cui bisogna prestare attenzione, prima di acquistare una troncatrice, sono le scale graduate; nei modelli più economici, infatti, invece di essere stampate direttamente sulle parti mobili interessate, sono costituite da adesivi applicati grossolanamente e senza alcun riscontro, vanificando qualsiasi possibilità di rettificare il difetto.



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