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Canicattì, Alberto Tedesco interviene sulla riapertura delle scuole

Scritto da il 15 dicembre 2020, alle 15:20 | archiviato in Costume e società, IN EVIDENZA, Photo Gallery, Politica, Politica Canicattì. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Sono trascorse più di due settimane dall’ordinanza sindacale che ha disposto la chiusura delle scuole canicattinesi fino al 22 dicembre, ben oltre i 15 giorni indicati da un parere scientifico che non recava dati scientifici e su cui si stende in questa sede un velo pietoso, con la conseguenza che, di fatto, gli alunni delle scuole materne, elementari e medie torneranno tra i banchi a gennaio, al termine delle festività.

Da mesi segnalo la circostanza che la mancata applicazione nella nostra città dei DPCM  che si sono rinnovati nel tempo e dei protocolli predisposti dal Ministero dell’Istruzione avrebbero portato inevitabilmente ad un lockdown delle scuole canicattinesi di competenza comunale; abbiamo assistito ad ordinanze emanate e talvolta revocate che hanno disposto la chiusura di interi istituti scolastici invece che di singole classi, abbiamo assistito a sanificazioni che richiedono poche ore e che hanno determinato una chiusura di diversi giorni.

Ed oggi, dopo più di due settimane di chiusura, precedute da aperture a singhiozzo, è stato effettuato uno screening della popolazione scolastica, cui comunque nessuna normativa subordina l’apertura delle scuole, che ha confermato quanto già è emerso dai dati già noti ed offerti periodicamente dall’USR di Agrigento, ovvero che le scuole sono luoghi sicuri e come, al di là dei deliri e degli sproloqui diffusi anche via social, il personale della Polizia Municipale guidato dalla Comandante Dott.ssa Sola e dall’Ass. Di Benedetto abbia operato ed operi in piena sicurezza, nel rispetto di tutte le prescrizioni anticovid-19.

Tuttavia, nonostante centinaia di genitori abbiano chiesto e chiedano a gran voce la tutela dei diritti dei propri bambini, le scuole restano chiuse, nel silenzio dei dirigenti scolastici, e giorni preziosi ed insostituibili si perdono nella edificazione di vuoti monumenti di vuoto.

Ed è un fatto e non certo un’opinione che mentre in Italia anche nelle zone rosse della Lombardia i bambini non hanno perso un’ora di scuola e nei paesi vicini appartenenti al nostro medesimo distretto socio-sanitario i bambini delle scuole del primo ciclo sono regolarmente aperte, come ad esempio a Ravanusa ed a Campobello di Licata, i nostri figli, divenuti di fatto bambini di serie B, hanno subìto e subiscono una chiusura delle scuole che, oltre a determinare un danno gravissimo alla loro istruzione, provocherà in futuro, come evidenziato dal presidente della Società Italiana di Pediatria, Dott. Alberto Villani,  ripercussioni sulla loro salute fisica e mentale “poiché nulla può sostituire i benefici portati dalla frequenza scolastica; un bambino di sei anni non avrà più sei anni e ciò che perde in questi mesi lo avrà perso per sempre”.

In questo quadro funesto non una voce si è elevata dalle Istituzioni centrali e periferiche, che pure sono state notiziate.

Auspico che il Sindaco disponga l’apertura delle scuole di competenza comunale e assicuri il rispetto della normativa e dei protocolli vigenti.

Il Presidente del Consiglio Comunale di Canicattì

Avv. Alberto Tedesco



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2 Risposte per “Canicattì, Alberto Tedesco interviene sulla riapertura delle scuole”

  1. Attento ha detto:

    Nei conteggi dei positivi nelle scuole rispetto al totale della popolazione scolastica fatta dall’Usr non vengono considetati i contagi indotti nelle famiglie degli alunni positivi. Altra considerazione si può fare sulla scuola: i contagi all interno della scuola sono stati di fatto circoscritti ma estremamente virulenti, cioè se partiva un alunno si porta dietro altri 5/8 contagi che a loro volta provocano casi nelle famiglie ma effettivamente nelle altre classi non è successo nulla. Allora arrivo ad una considerazione: per quanto efficiente possa essere l”Asp, il sindaco, i vigili nulla potranno questi soggetti rispetto all espansione dei contagi all interno di una classe. Per cui finora forse si è trascurato di verificare e monitorare la reale capacità della scuola di attuare in maniera ferrea i protocolli di sicurezza: la questione non è mai stata messa in evidenza solo perchè non da la possibilità ai detrattori di incolpare il sindaco o qualcun altro… SIAMO SICURI CHE I GENITORI NON INVIANO I FIGLI A SCUOLA IN CASO DI SINTOMI INFLUENZALI? SIAMO SICURI CHE UN PROF CHE VEDE TOSSIRE UN ALUNNO ATTIVA LA PROCEDURA DI ALLONTANAMENTO? SIAMO SICURI CHE I PROF PER SENTIRE MEGLIO GLI ALUNNI NON DIANO INDICAZIONE DI TOGLIERE LA MASCHERINA? QUALCUNO VERIFICA IL RISPETTO DELLE DISTANZE DI SICUREZZA TRA GLI ALUNNI? Non basta che ci sia un protocollo per assicurare che tali regole siano rispettate, è necessario che i presidi, i prof, il personale della scula sia parte attiva. Se tali condizioni sono attuabili la questione può essere allontanata dalle beghe politiche e affrontata con serietà altrimenti i presidi dichiarino apertamente che tutto ciò non è possibile da attuare e chiudiamo qui la questione. Si assumeranno questa responsabilità?

  2. Ma finiamola ha detto:

    Canicattì piange un morto al giorno causa covid e a stiamo qui a parlare ancora di presunto non rispetto di Dpcm….rispetto per le famiglie colpite.

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