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Valutazione incidenza ambientale, Regione annulla provvedimento comune Lampedusa

Scritto da il 25 maggio 2021, alle 06:40 | archiviato in Cronaca, Lampedusa. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Sulla scorte del parere vincolante del Cga, il Presidente della Regione ha accolto definitivamente il ricorso ed ha annullato il provvedimento adottato dal Comune di Lampedusa. Per effetto del pronunciamento del Presidente della Regione, il Comune di Lampedusa dovrà adottare una nuova Valutazione di Incidenza Ambientale nel rispetto del contraddittorio procedimentale e delle difese della Società difesa dagli avvocati Rubino e Vinti.

La società agricola ID.D.S., con sede in Provincia di Bergamo, aveva presentato al Comune di Lampedusa e Linosa un’istanza volta all’ottenimento del permesso di costruire per la realizzazione di una nuova costruzione da destinare ad azienda agricola. In considerazione del fatto che l’area di progetto ricade in sito naturalistico inserito nella cd rete Natura 2000, per il rilascio del permesso di costruire è necessaria anche la c.d. Vinca, valutazione di incidenza ambientale, con la quale il Comune deve valutare se il progetto possa determinare impatti negativi per l’habitat e la fauna tutelati. Il Comune di Lampedusa si era espresso in senso negativo in ordine alla suddetta valutazione di incidenza ambientale necessaria, invece, come anzidetto, per la realizzazione del progetto proposto. Avverso la determinazione negativa del Comune di Lampedusa, la Società agricola, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino ed Emilia Vinti, ha proposto ricorso straordinario innanzi al Presidente della Regione Siciliana.

In particolare, gli avvocati Rubino e Vinti hanno dedotto molteplici profili di illegittimità della determinazione del Comune, tra i quali l’omessa comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza, prevista obbligatoriamente dalle norme che disciplinano il procedimento amministrativo, ed il conseguente difetto d’istruttoria e di motivazione. In accoglimento delle difese degli avvocati Rubino e Vinti, il Consiglio di Giustizia per la Regione Siciliana, a sezioni riunite, ha espresso parere favorevole all’accoglimento del ricorso in relazione all’omesso contraddittorio procedimentale, all’illegittimità delle prescrizioni imposte dal Comune, nonché al difetto di motivazione. Come osservato dal CGA, ove il Comune avesse attivato il necessario preventivo contraddittorio, previsto dall’art. 10 bis della l. n. 241/1990, alla luce delle difese esposte nel giudizio, il contenuto del provvedimento finale avrebbe potuto essere diverso.

 



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