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Abusivismo a Ribera, il TAR ‘salva’ casa a Seccagrande

Scritto da il 13 giugno 2021, alle 07:08 | archiviato in Agrigento, Cronaca. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

“Nel 1991 il sig. C.A. aveva acquistato un immobile sito in Ribera, località Seccagrande, realizzato in epoca antecedente al 1976 e per il quale il precedente proprietario aveva presentato nel 1986 regolare domanda di condono edilizio, mai esitata.
A seguito di un ampliamento dell’originario fabbricato eseguito in assenza di concessione edilizia e consistente nella costruzione di due piccoli vani a piano terra, il Comune di Ribera emetteva un primo ordine di demolizione.
In relazione a tale ampliamento, il cittadino riberese presentava un’istanza di condono ai sensi dell’art. 39 della L. 724/94 che, però, veniva rigettata dal Comune di Ribera con provvedimento del 2000 .
Più di recente, il riberese realizzava altri interventi edilizi nell’immobile di località Seccagrande che inducevano la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sciacca ad aprire due fascicoli di indagine in materia di abusivismo edilizio e, conseguentemente, il G.I.P. ad emettere un Decreto di sequestro preventivo del manufatto abusivo (innanzi al Tribunale di Sciacca il C.A. è difeso dagli avvocati Luigi La Placa e Giovanni Galletta).
Parallelamente il Comune di Ribera emetteva una nuova ordinanza, nel giugno 2018, con la quale veniva ingiunta la demolizione dell’intero fabbricato.
Avverso tale ordinanza di demolizione il cittadino riberese ha proposto un ricorso davanti al TAR Sicilia, con il patrocinio degli avvocati Santo Botta e Giovanni Galletta lamentando diverse forme di violazione di legge e di eccesso di potere.
In particolare gli avvocati Botta e Galletta hanno lamentato la violazione delle disposizioni in materia di condono edilizio secondo le quali, in pendenza di istruttoria della domanda di sanatoria da parte degli uffici comunali, non è possibile emettere provvedimenti sanzionatori come l’ingiunzione di demolizione.
Il TAR Palermo, con Ordinanza collegiale del 17 febbraio 2021 ha disposto una approfondita istruttoria nei confronti del Comune crispino.
Dopo aver acquisito documentati chiarimenti da parte dell’amministrazione comunale, all’esito dell’udienza pubblica del 4 giugno 2021, il TAR, Presidente e relatore il dott. Nicola Maisano, condividendo le tesi difensive degli avvocati Santo Botta e Galletta circa l’illegittimità dell’ordine di demolizione di opere soggette a domanda di condono, ha accolto il ricorso ed ha annullato i provvedimenti repressivi impugnati nella parte in cui non chiariscono se le opere abusive realizzate, nel tempo, hanno oramai determinato un’unità immobiliare inscindibile.
Pertanto, per effetto della sentenza resa dal Tar, non verrà demolito l’intero immobile così come ordinato dal Comune di Ribera.”.

 



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