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Sostegni bis, incentivi per docenti e ricercatori rientrati in Italia prima del 2020

Scritto da il 23 luglio 2021, alle 06:18 | archiviato in Politica, politica sicilia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

“Dal Governo arriva il sì al nostro ordine del giorno che impegna ad estendere a docenti e ricercatori rientrati nel nostro Paese anche prima del 2020, la possibilità di accedere al periodo addizionale di incentivo condizionato alla presenza di figli e/o all’acquisto di un immobile in Italia”. Lo dicono i firmatari dell’Odg, il Vicepresidente della commissione Attività produttive alla Camera Andrea Giarrizzo e la deputata Roberta Alaimo.
L’obiettivo: no alle fughe dei cervelli
“L’obiettivo – aggiungono i pentastellati – è quello di far sì che il maggior numero possibile di cervelli rimpatriati decida di restare in Italia, in primis allargando la platea dei beneficiari del regime fiscale agevolato, ma più in generale anche creando le condizioni per disincentivare nuove fughe”.

Incentivare ricerca contro il Covid
“Non solo, – va avanti il deputato M5S Giarrizzo – incentiviamo, così, i docenti e ricercatori a continuare a svolgere la propria attività di ricerca contro il Covid-19 in Italia e, contemporaneamente, rispondiamo all’esigenza del Recovery fund e del nuovo piano nazionale della ricerca, di assicurare all’Italia docenti e ricercatori al fine di poter competere a livello globale nella ricerca e rafforzare l’attrattività del sistema della formazione superiore italiana”.
Rientro dei nostri cervelli
“La proposta, insieme ad altre che abbiamo già avanzato a Montecitorio, si inseriscono in un piano più ampio che stiamo portando avanti con il nostro progetto ‘Giovani, Rilancio e Sviluppo’. Da mesi, infatti, abbiamo avviato un programma di valorizzazione delle realtà innovative italiane volto a sensibilizzare i giovani e anche a rendere più attrattivo il nostro Paese, e il Sud in particolare, per scambi lavorativi con l’estero”.

South working, lavorare al Sud
“Oltre alle misure volte al rientro dei nostri cervelli e al radicamento degli stessi – concludono Giarrizzo e Alaimo – stiamo lavorando a misure per incentivare il south working”, cioè lavorare dal Sud per ridurre il divario economico, sociale e territoriale tra Nord e Mezzogiorno.



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