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Resti umani a Cala Pulcino, Martello: “impossibile stabilire a chi appartengono”

Scritto da il 28 settembre 2021, alle 07:02 | archiviato in Cronaca, Lampedusa. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Resti umani, due femori e una anca, sono stati ritrovati e segnalati, dalla Capitaneria di porto di Lampedusa, ai vigili del fuoco dell’isola che si stanno mobilitando per procedere al recupero. I pompieri si stanno muovendo sia via terra che via mare, con un natante dei vigili del fuoco, per raggiungere Cala Pulcino. I resti umani sono stati gia’ portati alla camera mortuaria dell’isola e sono, adesso, a disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento che dovra’ stabilire a quali esami dovranno essere sottoposti. Verosimilmente si provera’ a tracciare il Dna.

Quasi sicuramente si tratta di resti di migranti. E sembra verosimile che possa trattarsi – non e’ ancora chiaro di quanti corpi si tratta – dei dispersi nel naufragio del 30 giugno. Un barchino, allora, si capovolse fra Lampedusa e l’isolotto di Lampione. facendo finire in acqua tutti i migranti che vi erano a bordo (7 le donne, una delle quali incinta di 2 mesi, che hanno perso la vita e 46 i superstiti), si e’ adagiato sul fondo del mare.

Un’ipotesi che continua tuttavia a essere vagliata dagli inquirenti. Sul naufragio c’e’ un’inchiesta coordinata dal procuratore capo Luigi Patronaggio e dal sostituto Maria Barbara Cifalinò.

“Sono brandelli umani, ossa – dice il sindaco di Lampedusa Totò Martello che è piuttosto scettico sulla possibilità di stabilire se i resti appartengano ai migranti annegati nel naufragio tra Lampedusa e Lampione del 30 giugno.- E’ impossibile stabilire a chi appartengono” .

Lo scorso 8 luglio, la nave Dattilo della Guardia costiera che ha fatto immergere un robot sottomarino, ha localizzato l’imbarcazione e i corpi dei 9 migranti dispersi. Il 4 settembre, due cadaveri in avanzato stato di decomposizione, vennero ritrovati nei pressi di Cala Spugne. A portare fino a riva i due cadaveri furono allora le forti correnti marine.

 



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