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Caos scuole, nulle le ordinanze dei sindaci, il Tar le riapre

Scritto da il 14 gennaio 2022, alle 10:46 | archiviato in Costume e società, Cronaca, cronaca sicilia, IN EVIDENZA, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Le ordinanze dei sindaci che tengono chiuse le scuole sono nulle o comunque inefficaci e su ricorso ordinario i tribunali amministrativi riaprono le scuole e riportano gli alunni in classe in presenza anche in Sicilia.

Il Tar ha disposto la sospensione dell’ordinanza del sindaco Cateno de Luca accogliendo il ricorso del Comitato “Scuola in presenza”. Si tratta non di un giudizio di merito ma di una ordinanza sospensiva.

Il ricorso d’urgenza è stato presentato dagli avvocati Armando Hyerace, Aurelio Rundo Sutera e Massimo Nicola Marchese, Il deposito è avvenuto per via telematica ieri sera subito dopo che la situazione è stata chiara. Il Tribunale amministrativo ha pronunciato la sospensiva nel giro di poche ore

Ordinanze analoghe al resto d’Italia
Già nei giorni scorsi scelte analoghe erano state assunte nel resto d’Italia. Il Tar riapre la scuola in tutta Italia e sospende le ordinanze di chiusura disposte dalle Regioni (in particolare la Campania) e da molti sindaci

La scuola resta aperta e in presenza, “perché la Dad provoca disuguaglianze” e invece “le scelte prese stanno pagando”. Dopo lo stop delle feste natalizie, attraversato da appelli, polemiche e scontri a colpi di ordinanze e impugnative, il Governo ribadisce in una conferenza stampa la propria linea, respingendo le critiche sulla decisione sul ritorno di bambini e ragazzi tra i banchi.

Ricorso presentato oggi anche a Palermo
Anche a Palermo una trentina di genitori hanno deciso di impugnare davanti al Tar l’ordinanza numero 2 del sindaco Orlando emanata ieri sera alle 20,20 per disporre la chiusura delle scuole fino a lunedì. Il ricorso, affidato all’avvocato fabrizio Dioguardi, ribadisce il valore di ‘rango primario’ delle norme nazionali e le successive disposizioni regionali e sottolinea come il potere del sindaco sia da considerare esistente solo a fronte di emergenze sanitarie territoriali.

I ricorrenti chiedono, dunque, l’immediata sospensione dell’ordinanza che travalica i poteri del sindaco

Ipotizzabili pronunciamenti fotocopia
Sono ipotizzabili pronunciamenti analoghi da parte dei Tribunali amministrativi, inondati di ricorsi contro la chiusura provenienti da tutti i comuni di tutte le province siciliane ove i sindaci hanno emanato ordinanze anche se resta un solo di giorno di reale applicazione delle stesse ordinanze, ovvero venerdì.

I ricorrenti, però, vogliono evitare che ordinanze analoghe possano essere replicate la prossima settimana in assenza di una dichioarazione di zona arancione o rossa che potrebbe non arrivare.
Le associazioni Age, Agesc, Confcooperative, Fidae, Fism e Legacoopsociali, intervengono sul caos relativo alle chiusure delle scuole in Sicilia manifestando il loro disappunto su una situazione che “determina disagi alle famiglie dei minori” nata dalle ordinanze dei sindaci in contrasto con decisione di riapertura della Regione.

“Una scelta che penalizza la scuola ed il diritto allo studio”
Una nota congiunta parla di “Sconcerto e disorientamento che le scriventi associazioni di categoria si sentono di manifestare nei confronti di una scelta scellerata che, a fronte dell’apertura di tutte le altre attività produttive e ricreative dei nostri territori, penalizza la scuola, privando, ancora una volta, i nostri bambini e i nostri studenti, in modo particolare anche dei disabili e delle fasce fragili, del loro diritto allo studio”.

La nota pone l’accento anche sul fatto che l’isola sia la regione italiana col tasso di abbandono scolastico più alto nonché con il più alto gap digitale in evidente riferimento alla Dad.
“Tutto ciò – si legge – è avvenuto malgrado la Sicilia sia la Regione con il più alto tasso di abbandono scolastico, fenomeno ulteriormente aggravato dalla crisi pandemica degli ultimi due anni; che siamo la Regione a più alto tasso di povertà educativa e quella con il maggiore gap legato al digital device”.

L’appello al governo nazionale
E continua. “Ci appelliamo pertanto al Governo nazionale, affinché intervenga per scongiurare gli effetti di questa decisione, che temiamo rischia di protrarsi a tempo indefinito. Ciò ad ausilio delle richieste degli Enti e operatori del settore e soprattutto quello delle famiglie e degli studenti che, con ottimistiche certezze, da subito si sono uniformate alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio e del suo Ministro all’Istruzione, che con serie argomentazioni, soltanto due giorni fa, in conferenza stampa, ribadivano con estrema chiarezza una linea che non prevede, in alcun modo, la chiusura delle scuole salvo casi di contagio certificati dalle autorità sanitarie”.

Ed insistono “Non possiamo, inoltre fare a meno di osservare che tutte le altre Regioni e Comuni Italiani, seppur a rischio di passaggio in zona arancione per l’alto numero di contagi, come la Sicilia, si sono attenute alle indicazioni del Governo che non ha esitato in qualche caso ad impugnare il provvedimento di chiusura delle scuole”.

“Una chiusura inspiegabile”
La nota conclude: “Risulta infine ancora più inspiegabile la decretata chiusura dei servizi all’infanzia che, in passato non sono stati chiusi nemmeno durante la permanenza della nostra Regione in zona rossa, per una valutazione strategica e programmatica basata sulle seguenti considerazioni: i bambini da zero a cinque anni non usano e quindi non intasano ulteriormente i mezzi pubblici per andare a scuola, non possono indossare le mascherine, non possono essere vaccinati, non rientrano nella scuola dell’obbligo (purtroppo), creano, rimanendo a casa, seri disagi ai genitori e soprattutto alle donne lavoratrici”.



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