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Canicattì, niente autorizzazioni per il trattamento dei rifiuti al Foro Boario: 2 indagati

Scritto da il 30 luglio 2022, alle 07:24 | archiviato in Canicattì, Cronaca, IN EVIDENZA, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Nessuna autorizzazione per il sito di Foro Boario a Canicattì per il trattamento dei rifiuti urbani raccolti e convogliati nell’area per il temporaneo stazionamento e il successivo trasferimento in discarica; mancanza dell’infrastruttura necessaria a garantire il trattamento dei rifiuti – svolto abusivamente – e al loro trasferimento e presenza di rifiuti indifferenziati e pericolosi, conferiti e trattati in maniera indiscriminata. Ma anche mancanza del sistema di protezione e recinzione del sito, privo di procedure e sistemi antincendio. E’ per questi motivi che l’area di Foro Boario, a Canicatti’, e’ stata sequestrata.

Due le persone iscritte nel registro degli indagati della Procura di Agrigento, con a capo il procuratore facente funzioni Salvatore Vella, il responsabile dell’ufficio Ambiente e Raccolta ottimale del Comune di Canicatti’ e l’amministratore unico della Sea di Agrigento, la societa’ che svolge il servizio della raccolta dei rifiuti di Canicatti’, che per questo servizio aveva ricevuto dal Comune, il punto di raccolta Foro boario in comodato d’uso.

Delle verifiche e dell’attivita’ investigativa si sono occupati i carabinieri del nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Canicatti’, quelli del nucleo Operativo ecologico di Palermo e quelli del Centro Anticrimine Natura di Agrigento. Carabinieri che sono stati, di fatto, coadiuvati dal personale dell’Arpa. L’ispezione e’ arrivata dopo l’incendio di domenica.





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2 Risposte per “Canicattì, niente autorizzazioni per il trattamento dei rifiuti al Foro Boario: 2 indagati”

  1. Hiram ha detto:

    Tutta colpa degli uffici comunali e della politica.
    I colpevoli di questo scempio devono avere una pena esemplare!
    Carabinieri, prefettura e quanti sono deputati al rispetto delle regole, diano segnale forte in un territorio intriso di malaffare.
    La presenza dello Stato deve diventare sempre più tangibile.
    La richiesta deve essere di 30 anni di carcere per ciascuno dei responsabili, tenendo conto che per i danni ambientali devono essere condannati al massimo della pena stabilita, quindi 15 anni.

    I Cittadini Onesti, di questa intera provincia, osservano il vostro lavoro fiduciosi. Date un segnale della presenza dello Stato e del rispetto della Legge. Che i prossimi 3 mesi possano essere permeati alla Giustizia.

  2. Hiram ha detto:

    Alla Procura della Repubblica di Agrigento:
    – Il luogo oggetto di sequestro e indagini viene utilizzato da almeno 15 anni.
    – Gli indagati devono essere meglio identificati.

    Bisogna trovare la quadra e andare avanti.

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