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Proteste per il tagliando antifrode nelle schede, “Operazioni lente e poca privacy”, come funziona

Scritto da il 25 settembre 2022, alle 12:34 | archiviato in Photo Gallery, Politica, politica sicilia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Il tagliando antifrode già causa le prime proteste. E non sono poche. Ma di cosa si tratta? Da queste elezioni, infatti, le schede elettorali sono dotate di un’appendice cartacea munita di questo “tagliando antifrode“, con un codice progressivo alfanumerico: dopo che l’elettore ha votato ed ha restituito la scheda al presidente del seggio, l’appendice con il tagliando è staccata dalla scheda e conservata dai componenti dei seggi, che controllano se il numero del tagliando sia lo stesso di quello annotato prima della consegna. Solo dopo questo controllo il presidente del seggio inserisce la scheda nell’urna.

Gli elettori devono controllare che siano staccati i tagliandi, altrimenti in fase di spoglio la scheda che risulterà non anonimizzata, e deve essere annullata.

Le operazioni di voto, già questo era preventivato, sono più lunghe e già si sono formate le prime file, ma nessuno se ne può andar dal seggio prima di aver visto il distacco del tagliando e l’inserimento delle proprie schede. Insomma, è una procedura che qualcuno considera un pò macchinosa.

Le proteste
A parte i tempi più lunghi per votare (il che è già un problema), molti elettori che hanno votato si lamentano, paradossalmente, per la mancanza di privacy. “Ti tolgono la scheda dalle mani e la mia scheda la dovrei poter toccare solo io – dice un utente sui social -. Ho protestato. E se stacchi il tagliando male la scheda diventa riconoscibile, e dunque dov’è la privacy)”. Insomma più di qualcuno prevede qualche problema.

Il seggio consegna all’elettore due schede, una (rosa) per la Camera ed una (gialla) per il Senato. Il voto viene espresso tracciando un segno sul rettangolo contenente il contrassegno della lista e i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Il voto così espresso vale ai fini dell’elezione del candidato nel collegio uninominale ed a favore della lista nel collegio plurinominale. Qualora il segno sia tracciato solo sul nome del candidato nel collegio uninominale, il voto è comunque valido anche per la lista collegata. In presenza di più liste collegate in coalizione, il voto è ripartito tra le liste della coalizione, in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna lista in tutte le sezioni del collegio uninominale.

La tessera elettorale
Nel caso siano esauriti i diciotto spazi per la certificazione del voto, la tessera si rinnova presso l’ufficio elettorale del comune di residenza: il Viminale raccomanda a chi ne abbia necessità di recarsi per tempo presso l’ufficio elettorale del comune di residenza al fine di evitare una concentrazione delle domande di rinnovo nei giorni immediatamente antecedenti ed in quello della votazione. L’ufficio resterà comunque aperto dalle ore 9 alle ore 18 il 23 e il 24 settembre e, nel giorno della votazione, per tutta la durata delle operazioni di votazione, e quindi dalle ore 7 alle ore 23 del 25 settembre.

I documenti per votare
I documenti di identità da presentare al momento del voto sono quelli compresi in una delle tre seguenti categorie: a) carta d’identità o altro documento d’identificazione munito di foto, anche se scaduto; b) tessera di riconoscimento rilasciata dall’Unione nazionale ufficiali in congedo, purchè munita di fotografia e convalidata da un Comando militare; c) tessera di riconoscimento rilasciata da un Ordine professionale, purchè munita di foto. In assenza di altro documento, si può votare anche con la ricevuta della richiesta della carta d’identità elettronica, che contiene foto e dati anagrafici del richiedente.





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