Diciassette misure cautelari e oltre quaranta indagati. La Squadra Mobile, guidata dal vicequestore aggiunto Giovanni Minardi, ha eseguito una maxi operazione antidroga – denominata Fish e Drug – tra Agrigento e Porto Empedocle.

Nel dettaglio: tre indagati sono finiti in carcere, 6 ai domiciliari e per tutti gli altri sono stati disposti – dal Gip del tribunale di Agrigento su richiesta della Procura – misure minori come obbligo di dimora e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

L’operazione “Fish & drug” ha avuto come epicentro Porto Empedocle ma alcune misure sono state eseguite anche a Favara, Palma di Montechiaro ed Agrigento.

La vicenda giudiziaria, ricostruita dalla Squadra Mobile di Agrigento e dal Commissariato di Porto Empedocle, risale al maggio 2019 e prende spunto dall’arresto di un soggetto empedoclino che venne arrestato dal personale del Commissariato di Porto Empedocle, con circa cinque chilogrammi di hashish.

L’indagine, in seguito, veniva estesa dalla Squadra Mobile di Agrigento, anche in collaborazione con la Guardia Costiera di Porto Empedocle, ed ha permesso il sequestro di oltre 140 kg di hashish e il deferimento di oltre 41 soggetti alla Procura agrigentina.
In principio fu la cattura, ad opera del Commissariato di Porto Empedocle, di un uomo trovato in possesso di oltre quattro chili di hashish. Era il maggio del 2019.

Poi, con investigazioni accurate affidate anche alla Squadra Mobile di Agrigento, ed in collaborazione con la Guardia Costiera di Porto Empedocle, ha preso consistenza l’inchiesta “Fish & drug” coordinata dal Procuratore facente funzioni Salvatore Vella ed affidata al Sostituto Procuratore Sara Varazi.

In quel periodo furono anche sequestrati, in due distinte operazioni, rispettivamente 400 grammi e 1.5 chilogrammi di hashish che hanno permesso l’arresto di una donna e la denuncia, in stato di libertà, di un uomo, entrambi di Porto Empedocle.

Nel novembre successivo il colpo a sorpresa: la Polizia nell’ambito di un’intensa ed articolata indagine di P.G. effettuò, con esito positivo, un servizio di ricerca di sostanze stupefacenti, hashish soprattutto nei fondali marini antistanti il porto di Porto Empedocle. E scandagliando le acque di quel mare vennero sequestrati oltre 11 chilogrammi di hashish nascosti sott’acqua. Per tale sequestro vennero indagati, in stato di libertà, cinque persone di Porto Empedocle.

Cominciò a delinearsi un’attività illegale nell’ambito dello spaccio di stupefacenti, effettuata mediante l’utilizzo di mezzi marittimi, forse anche adibiti alla pesca. Pescherecci che oltre al pesce portavano alla “Marina” chili e chili di droga.

Le investigazioni vennero intensificate i cui esiti sono confluiti in un rapporto giudiziario che oggi ha fatto scattare le misure cautelari.