Il sostituto procuratore della Repubblica, Elenia Manno, ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Adriano Vetro, 47 anni, bidello di Favara, accusato dell’omicidio del cardiologo Gaetano Alaimo. Contestate anche le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi oltre che il porto illegale di arma e la ricettazione. La prima udienza preliminare si celebrerà il prossimo 4 maggio davanti il gup Francesco Provenzano.

L’omicidio del cardiologo Gaetano Alaimo si è consumato il 27 novembre scorso all’interno della clinica in Via Bassanesi. Vetro si è presentato senza appuntamento in ambulatorio, non ancora aperto al pubblico, e ha esploso un solo colpo, letale, di pistola calibro 7.65.

Alla base del fatto di sangue, che ha sconvolto l’intera comunità di Favara, il mancato rilascio di un certificato medico indispensabile per ottenere il rinnovo della patente di guida. A fornire questa versione è stato lo stesso Vetro che ha confessato il delitto dopo essere stato fermato in una casa di campagna, con ancora l’arma in mano e il colpo in canna. Non tutto quello che ha raccontato viene ritenuto credibile. A partire dall’arma utilizzata. Una pistola risultata rubata in provincia di Catania quasi quarant’anni fa. Il bidello, come troppo spesso accade in queste occasioni, dice di averla trovata per caso in mezzo ad una campagna.

Vetro è attualmente detenuto nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto. La difesa, sostenuta dall’avvocato Santo Lucia, si era riservata di chiedere una perizia psichiatrica per verificare la capacità di intendere e volere del bidello. I familiari del cardiologo sono rappresentati invece dall’avvocato Giuseppe Barba e si costituiranno parte civile.