Carenze di organico al Cuc, la centrale unica di committenza della Regione Siciliana. Ad ammettere le difficoltà operative di questo organismo è lo stesso governo regionale. Parliamo di una struttura essenziale e che è il cuore pulsante dell’attività regionale. Infatti da qui partono gli espletamenti e le aggiudicazioni delle gare d’appalto, Ogni anno miliardi di euro di gare date in affidamento.

L’assessore Falcone: “Rafforzeremo la struttura”
“L’autorevole e puntuale intervento dell’Anac, con cui è in corso da tempo un’interlocuzione, – afferma l’assessore regionale all’Economia Marco Falcone – ha evidenziato delle criticità relative alla Centrale unica di committenza della Regione Siciliana. Erano già sotto l’esame del governo Schifani, derivanti principalmente dalle carenze in termini di organico registrate da tempo. Tuttavia, è già allo studio un riordino dell’ufficio speciale volto anche al recepimento del nuovo ‘Codice degli appalti’ e al rafforzamento della struttura. Prioritaria sarà la riorganizzazione del personale, anche alle luce dei futuri concorsi che la Regione potrà attuare dopo anni di blocco del turnover”.

I numeri del 2023
“In ogni caso – prosegue Falcone – giova ricordare che, nell’anno in corso, la centrale ha aggiudicato tredici gare dal valore complessivo di quasi due miliardi di euro. Generando risparmi che superano i 160 milioni attraverso i ribassi d’asta. Entro fine anno riteniamo di condurre al traguardo la chiusura di altre quattro gare inerenti forniture sanitarie e servizi di vario genere per la Regione dal valore di ulteriori 800 milioni di euro”.

Il Codice degli appalti
Nell’ottobre scorso è stato approvato dall’Assemblea regionale siciliana il nuovo codice dei contratti pubblici, voluto fortemente dal governo Schifani. Ma è stato subito scontro tra maggioranza ed opposizione con i Cinque Stelle che parlano di “troppe ombre”. Il testo, predisposto dall’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò, integra la norma nazionale (decreto legislativo 36/2023), efficace in Italia dall’1 luglio con alcune importanti modifiche. La legge regionale, appena varata dall’Aula, introduce la Centrale di committenza unica regionale, articolata in una Centrale di committenza per beni e servizi, sotto il controllo dell’assessorato dell’Economia, e in una Centrale di committenza per gli appalti di lavori pubblici e di servizi di ingegneria e architettura – ex Urega – incardinata presso il dipartimento regionale Tecnico dell’assessorato delle Infrastrutture.