Il circolo locale del Partito Democratico torna all’attacco contro AICA, accusando la società di gestione del servizio idrico integrato di violare sistematicamente il proprio regolamento di utenza e le norme ARERA in materia di fatturazione. Al centro della polemica, le recenti bollette con conguagli riferiti a periodi di circa due anni, emesse solo dopo aver inviato fatture in acconto senza effettuare le letture obbligatorie o limitandosi a una sola lettura annua.

Nel comunicato diffuso il 16 marzo 2026, il PD campobellese ricorda che il regolamento di utenza di AICA – pubblicato sul sito ufficiale della società – impone fatture trimestrali, alternando una in acconto e una di conguaglio, con almeno due letture effettive all’anno. Invece, secondo i dem, da tempo arrivano bollette a scadenze variabili e conguagli cumulativi su 24 mesi, senza che siano state garantite le letture periodiche previste.


«Abbiamo chiesto al nostro sindaco – scrivono i dirigenti PD – in quanto componente sia dell’assemblea AICA che dell’organo di controllo ATI, di attivarsi immediatamente: sospendere queste bollette irregolari, avviare una rateizzazione d’ufficio e imporre ad AICA il rispetto delle norme, cioè fatture ogni tre mesi con almeno due letture annue effettive. Nulla di assurdo: nessuno contesta l’importo totale dovuto, chiediamo solo di venire incontro ai cittadini dilazionando il pagamento, visto che la mancanza è stata da parte loro».

La risposta di AICA non si è fatta attendere. In un comunicato del 19 marzo 2026 la società ha definito le accuse «gravemente fuorvianti, tecnicamente errate e prive di qualsiasi fondamento normativo», negando l’esistenza di «conguagli arbitrari» e affermando che la fatturazione avviene «nel rispetto della normativa vigente e delle disposizioni ARERA».

Il PD replica duramente, accusando AICA di elusività e di attribuire al mittente affermazioni mai fatte (come l’aggettivo “arbitrari”, mai usato nel comunicato dem). «Dove avreste letto la parola “arbitrari”? – scrivono – Voi ci attribuite affermazioni mai dette e le smentite da soli».

Il circolo entra poi nel merito tecnico, citando le delibere ARERA:

  • Delibera 655/2015: per utenze domestiche tra 100 e 1000 m³/anno (la stragrande maggioranza) è obbligatorio almeno tre bollette all’anno, con possibilità di standard migliorativi decisi dall’Ente d’Ambito (ATI). Link ARERA – Periodicità fatturazione
  • Delibera 218/2016 (art. 7): almeno due letture annue; in caso di contatore inaccessibile, il gestore deve comunicare il tentativo fallito e, con 48 ore di preavviso, effettuare un nuovo tentativo. Link Delibera ARERA 218/2016 (PDF)

«Sapete benissimo cosa dice ARERA – prosegue il PD – lo scrivete voi stessi sulle bollette: “numero minimo di tentativi di lettura annui: 2”. Eppure ne fate una all’anno, o peggio. Dimostrateci che tutti i contatori erano inaccessibili, che avete avvisato ogni utente con le modalità previste, e che avete rispettato le due letture obbligatorie. Altrimenti, nero su bianco, ammettete la violazione».

Il comunicato si chiude con un’apertura al confronto ma anche con un avvertimento: «Se preferite minacce di diffide invece del dialogo, ci assumiamo tutta la responsabilità di quanto scritto. Faremo una segnalazione formale ad ATI e ARERA, chiederemo un pronunciamento ufficiale e vedremo chi ha ragione. E non è detto che sia l’unica: aspetti come la tutela delle utenze deboli e il recupero crediti dai grandi debitori meritano approfondimenti».

Il PD invita il sindaco a intervenire con urgenza come rappresentante negli organi AICA/ATI, mentre AICA si riserva «ogni azione a tutela della propria immagine». La polemica si fa sempre più aspra e rischia di trasformarsi in un contenzioso formale tra utenti, amministrazione comunale e gestore idrico.

Fonti del comunicato PD: