Un altro argomento trattato nel consiglio comunale del 31 luglio u.s. riguarda la
relazione annuale del Sindaco sull’attuazione del programma elettorale ai sensi
dell’art.17 della legge regionale 7/1992.
Il legislatore impone ai Sindaci di presentare una relazione annuale in consiglio
comunale, per portare a conoscenza lo stato di realizzazione del programma
elettorale promesso ai cittadini in campagna elettorale. Si tratta di un adempimento
importante che persegue l’obiettivo di monitorare l’attuazione degli impegni presi dal
Sindaco con cittadini-elettori durante la campagna elettorale.
Ebbene, Il Sindaco Dalacchi nella relazione presentata in Consiglio comunale anziché
elencare i punti del programma realizzati dopo due anni di gestione del comune,
invece, ha parlato di tutto, dall’alfa all’omega, tranne che della realizzazione del
programma elettorale, andando fuori tema.
Come quando un professore assegna un tema in classe, ad esempio, sull’arte gotica,
ma l’alunno si sofferma a parlare sull’arte rinascimentale. Quindi l’alunno Dalacchi
Sindaco merita di essere bocciato per essere andato fuori tema rispetto a quanto
richiesto dalla legge.
I consiglieri di opposizione della lista “Uniti per Naro”, intervenendo, hanno
evidenziato che il programma elettorale del Sindaco è stato un’illusione e una
fantasticheria e che dopo oltre due anni di amministrazione Dalacchi non risulta
attuato.
-Sul fronte dei rifiuti, non è stata costituita la società comunale alla quale sarebbe
dovuta essere affidata la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti, nè sono state mai
riscosse le entrate derivanti dalla raccolta differenziata;
-In materia di acqua pubblica, non è stata attivata la fonte idrica “Luchicieddu” per
potere ridurre le turnazioni di acqua ai cittadini;
In materia di politiche finanziarie, non è stato predisposto il piano per ridurre i debiti
del Comune, non sono stati approvati gli incentivi fiscali per attrarre aziende nel
comune di Naro, l’adeguamento delle le tasse in modo equo e sostenibile non è
avvenuto, la defiscalizzazione delle tasse comunali per attrarre nuovi residenti è
rimasta soltanto una chimera;
Sul fronte attrattività del Paese, non sono stati creati i famigerati alberghi diffusi, il
centro urbano non è stato riqualificato, non sono stati creati nuovi giovani
imprenditori locali;
Nella relazione del Sindaco nessun cenno è stato fatto ai lavori di demolizione e
ricostruzione dell’asilo nido che dovevano essere portati a compimento entro il 30
giugno 2026. Siamo a fine agosto 2026 e la struttura deve essere ancora completata,
come possono ben vedere i cittadini che transitano da Viale Umberto, con rischio di
restituire il finanziamento. Lo stesso dicasi per la riqualificazione della mensa
scolastica della scuola dell’infanzia, i lavori dovevano essere affidati entro il 30 aprile
2025 e collaudati entro il 30 giugno 2026. Finanziati nell’ottobre 2024 i lavori sono
stati aggiudicati, quale giorno fa, a tempo abbondantemente scaduto il 6 agosto 2026.
Ma di questi esiziali ritardi il Sindaco tace nella relazione! Omertà assoluta!
Nel corso dell’esposizione, il Sindaco si è lamentato, inoltre, del fatto che è stato
costretto a pagare 13 mila euro di oblazione, per le violazioni alla normativa sulla
sicurezza sui luoghi di lavoro che gli sono state irrogate dagli Ispettori del lavoro, a
suo dire per effetto di una segnalazione che hanno presentato le opposizioni.
Nella mente del Sindaco alberga uno strano concetto di giustizia del tutto
personalistico. Quando egli denuncia gli altri si tratta di un’azione corretta finalizzata
a fare osservare la legge, ma quando, viceversa, è egli ad essere denunciato si tratta
di una scorrettezza di chi lo denuncia. Un modo bizzarro di interpretare la morale
sociale e l’affermazione della giustizia.
E’ quello che è accaduto, ad esempio, quando il Sindaco ha denunciato penalmente
alcuni dipendenti comunali perché ritenuti responsabili, a suo dire, di avere
commesso dei reati contro la Pubblica Amministrazione. Ma, in sede di giudizio
l’accusa si è rivelata del tutto infondata e i dipendenti sono stati assolti con formula
piena perché il fatto non sussiste. La morale sociale avrebbe voluto che a pagare le
spese di giudizio fosse stato lo stesso Sindaco il quale ha ingiustamente denunciato i
dipendenti. Ma, il Sindaco, avendo un concetto di giustizia travisato ed una morale
sociale distorta, ha addossato le spese legali della sua azione scellerata sul Comune di
Naro, vale a dire su tutta la Comunità di Naro.
Quindi, dopo oltre due anni di gestione del Comune, il programma elettorale del
Sindaco Dalacchi si è dimostrato essere soltanto un libro dei sogni disatteso e
inattuato, mentre, come dicono le parole di una nota canzone italiana, tutto il resto è Noia!