A smartphone displaying a security lock icon on a wooden desk with a succulent
In un’epoca in cui la sorveglianza digitale è diventata sempre più pervasiva, cresce l’attenzione verso strumenti che promettono una reale tutela della privacy. È questo il messaggio lanciato da DigitalValut, associazione non profit italiana guidata dal presidente e fondatore Giuseppe Falsone.
Secondo l’organizzazione, molte delle applicazioni oggi considerate “sicure” presentano criticità strutturali: la richiesta del numero di telefono, la dipendenza dai Google Play Services o dall’App Store e il passaggio attraverso server di terze parti renderebbero gli utenti vulnerabili a tracciamenti e controlli. Un rischio particolarmente grave per chi opera in contesti autoritari, per i giornalisti d’inchiesta e per gli attivisti, per i quali la mancanza di privacy può tradursi in minacce concrete alla libertà personale.
DigitalValut propone una soluzione basata su un’architettura che, secondo i suoi ideatori, si caratterizza per:

assenza di richiesta o associazione di numeri di telefono;
indipendenza da server di terze parti e da log centralizzati;
autonomia completa rispetto agli store commerciali e ai sistemi operativi Android e iOS;
resistenza a forme di censura e tracciamento.


«Non è solo tecnologia: è sovranità individuale e civile», sottolinea l’associazione, che invita a conoscere l’ecosistema sviluppato e a unirsi a quella che definisce una “rivoluzione globale” della privacy digitale.
Per maggiori informazioni:

https://digitalvalut-logos.org/