Prosegue a Campobello di Licata il confronto politico tra l’Amministrazione comunale e l’opposizione a seguito della manifestazione della Rietina. Dopo la replica dell’assessore Giuseppe Montaperto, è intervenuto l’ex sindaco Michele Termini (Lega), che ha ribadito le proprie critiche sulla gestione della pulizia del corso principale.
Secondo Termini, la lunga risposta dell’assessore avrebbe di fatto confermato il problema denunciato. «Nessuno ha mai messo in dubbio “l’esistenza in vita” dello spazzolone – scrive l’ex sindaco –: non serviva un certificato dell’anagrafe, serviva che pulisse efficacemente». Termini sottolinea che lo stesso Montaperto avrebbe ammesso che qualcosa era rimasto sulla strada, che si era avvertito cattivo odore, che il mezzo non poteva passare e che la mattina successiva sono stati necessari altri interventi.
L’ex primo cittadino precisa inoltre di aver criticato non la pulizia del giorno dopo, ma il servizio che sarebbe dovuto essere svolto la sera stessa, immediatamente dopo il passaggio dei cavalli. «La pulizia del giorno dopo non smentisce il disservizio della sera precedente: semmai lo conferma. Non bisogna confondere un rimedio tardivo con un servizio svolto puntualmente».
Termini riconosce la bellezza e la partecipazione della Rietina, elogiando l’impegno di associazioni, cavalieri, Forze dell’ordine, Polizia municipale, Protezione civile e operatori ecologici. Contesta però l’organizzazione, giudicata non adeguata a una manifestazione che richiama migliaia di persone. Si chiede, inoltre, perché negli anni precedenti lo stesso mezzo riuscisse a passare e a pulire nonostante la folla, mentre quest’anno ciò sarebbe stato impossibile.
«Se negli anni precedenti il servizio funzionava e quest’anno no – aggiunge – evidentemente non è cambiata la Rietina: è cambiato qualcosa». E ancora: «Se nessuno si è lamentato e tutto aveva funzionato così bene, perché questa mattina ha sentito il bisogno di fare pulire e lavare più volte il corso?».
L’ex sindaco chiude annunciando che la questione verrà affrontata in Consiglio comunale «con carte e fatti alla mano», invitando a mantenere toni pacati nel confronto politico.

Giovanni Blanda