Comincerà il prossimo 15 dicembre, davanti i giudici della quarta sezione penale della Corte di appello di Palermo, il processo di secondo grado per la bancarotta fraudolenta della cantina sociale Enocarboj. Sul banco degli imputati siedono nove persone ovvero i membri che si sono succeduti nel consiglio di amministrazione. I fatti risalgono al periodo compreso tra il 1999 ed il 2001.
Secondo l’accusa tutti avrebbero operato con grave imprudenza con l’obiettivo di ritardare il fallimento della società. La cantina sociale, già nel 1999, chiudeva l’esercizio con un debito di 2 miliardi delle vecchie lire ma – nonostante questo – gli amministratori avrebbero stipulato nel 2002 un contratto di associazione in partecipazione con un’altra società che impegnava a versare il debito nelle casse della Enocarboy. Cosa che, secondo gli inquirenti, non sarebbe mai avvenuta del tutto.