Non sempre i luoghi comuni sui giovani corrispondono alla realtà. Spesso vengono descritti come disinteressati, superficiali o inclini solo al divertimento, ma ieri sulla spiaggia di Eraclea Minoa la cronaca ha scritto una storia diversa, fatta di coraggio e altruismo.

Il mare era agitato, le condizioni meteo proibitive. Due persone, noncuranti del pericolo, hanno deciso comunque di entrare in acqua. Ben presto, però, si sono trovate in seria difficoltà, trascinate dalla corrente e incapaci di tornare a riva. Le loro grida di aiuto hanno attirato l’attenzione dei presenti, tra cui un giornalista che racconta l’accaduto in prima persona:


«Mi sono reso conto di non essere in grado di soccorrere entrambi – spiega – così ho corso verso il campeggio vicino, dove c’era una comitiva di ragazzi. Ho chiesto aiuto a un giovane: “Sai nuotare? Ci sono due persone che rischiano di annegare!”. Non ha esitato un istante: si è tolto la maglietta e si è tuffato».

Quel giovane si chiama Ausilio Signorino, ha 21 anni ed è di Canicattì. Nonostante le onde insidiose, ha affrontato il mare con determinazione e sangue freddo, riuscendo a portare in salvo i bagnanti in difficoltà. «Ha lottato come un leone contro un mare orribile ed è stato decisivo per il buon esito del salvataggio», aggiunge chi ha assistito.

Non solo Ausilio. Fondamentale è stato anche l’aiuto degli amici, che dalla spiaggia si sono prodigati con corde e canapi, e di un uomo che, senza pensarci due volte, si è tuffato a sua volta, nonostante le proteste della moglie. «Lei gli gridava: “Non andare, è pericoloso!”. Ma lui ha risposto: “Cosa devo fare? Li guardo morire?”».

Un gesto che restituisce fiducia e speranza. «Se ci sono altri giovani come Ausilio – conclude il racconto – allora questo Paese non è morto. Grazie a lui e ai suoi genitori, che lo hanno educato così».

Un episodio che non solo ha evitato una tragedia, ma che dimostra come dietro la normalità quotidiana possano celarsi atti straordinari di coraggio e umanità