teatrosoliacecolorRiceviamo e pubblichiamo in versione integrale quanto inviatoci dall’Associazione  Lo Nigro  nella persona di Carmelo Mantione.

E’ necessario puntualizzare che coloro i quali si sentono in qualche modo indicati nell’articolo, possono esercitare il diritto di replica utilizzando lo stesso mezzo.


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E’ con grande rammarico che scriviamo poche righe per spiegare cosa sia accaduto realmente ieri. L’amministrazione comunale ha trasformato un evento importante per la città quale l’inaugurazione del Teatro Sociale in un  appuntamento riservato alla “crema” canicattinese, escludendo la partecipazione di quanti, in alcuni casi anche più competenti degli invitati, volevano assistere a questo momento importante della vita cittadina. Il “club” invitato all’inaugurazione era costituito da amici dei politici, degli imprenditori vicini alla Milo, ed ha tristemente reso l’inaugurazione di un teatro comunale un fatto privato. Volendo giustificare un numero già troppo elevato di posti riservati alle autorità, non si può accettare che oltre ad esse siano stati invitati privati cittadini in qualità di “amici” o forse perchè appartenenti al ceto abbiente, riservando così tutti i posti del teatro. Il denaro ha vinto sulla democrazia, la “posizione sociale” sull’eguaglianza di diritti dei cittadini. Ieri è stata scritta una triste pagina della storia della nostra città: un ente locale ha palesemente violato il primo articolo della Costituzione italiana, distinguendo tra cittadini di seria A e cittadini da escludere. Ed è un’ offesa all’intelligenza dei canicattinesi rispondere che “si erano prenotati verbalmente”: una frase che non ci saremmo aspettati dal vice-sindaco Rizzo, persona intelligente, ma che in questo modo cerca di difendere l’indifendibile. Ancor più ridicolo è dichiarare che L’Associazione Lo Nigro avrebbe dovuto “chiedere” l’invito, dimostrando scarsa sensibilità verso le forze vive della città, proprio quelle che, in ultima analisi, hanno pressato ed agito concretamente per la riapertura del Teatro stesso (non dimentichiamo le mille firme consegnate al protocollo). Ancor più triste e direi anche offensiva la sufficienza con cui l’Assessore Seminatore si è barricata dietro un non meglio identificato “protocollo” che l’Amministrazione avrebbe seguito, ed il rifiuto a spiegare civilmente di cosa si trattasse volgendo le spalle alla protesta dei cittadini.
Uno dei più grandi musicisti del novecento (Arturo Benedetti Michelangeli) diceva che la cultura è di chi la merita, a prescindere da qualunque appartenenza sociale: la nostra amministrazione con quest’inaugurazione ha scelto la direzione elitaria ed antidemocratica di chi utilizza la cultura come occasione di mondanità e mezzo di distinzione sociale, pur essendo spesso totalmente incompetente ed insensibile all’arte. Una cosa però è certa: noi giovani combatteremo affinchè questa società canicattinese arroccata in posizioni assolutamente anacronistiche e reazionarie possa trasformarsi e mutare radicalmente.

Carmelo Mantione