Dal taglio delle ore di lavoro per tutti i 3200 operatori del 118 in Sicilia fino alla possibilità di ricorrere alla mobilità per almeno 5-600 lavoratori senza, per questo, rinunciare al passaggio dal tempo pieno al part-time per gli altri.

Sono le ipotesi per il futuro del 118 in Sicilia che hanno fatto scattare la protesta dei lavoratori. Ipotesi per il momento congelate al termine di una riunione durata due ore e mezza fra l’assessore Lucia Borsellino, il nuovo direttore generale che si insedierà a febbraio Angelo Aliquò, il presidente del comitato di gestione Gaetano Montalbano e i rappresentanti sindacali sia confederali che autonomi.


Gli animi si erano scaldati fra le migliaia di operatori del 118 che protestano all’interno dell’ex ospedale Guadagna di Palermo per effetto delle voci che filtravano durante la riunione. Le voci parlavano di tagli al personale ancor più consistenti rispetto a quelli paventati. I manifestanti inscenavano, quindi, cori indirizzati ai sindacati: “Attenti a non firmare”. Preso di mira anche il presidente del Comitato di gestione, vicino al governatore Crocetta, proprio Gaetano Montalbano: “Montalbano non firmare” e poi un appello rivolto alla Borsellino: “Assessore una di noi”. Nei giorni scorsi gli stessi vertici della Seus avevano annunciato la riduzione delle ore di lavoro ai 3mila lavoratori. La folla di dipendenti accorsi da tutte le nove province ha reso impossibile perfino il passaggio nei corridoi esterni dell’ex ospedale.

Nonostante l’annuncio di un congelamento dei tagli e dell’avvio di un tavolo tecnico di confronto gli animi non sembrano placarsi. “Nonostante l’insistenza del comitato di gestione  secondo il quale le spese sono ormai incontrollabili e occorre tagliare – dice Gigi Caracausi, segretario regionale della Funzione Pubblica Cisl – siamo riusciti a far passare il principio secondo il quale i servizi resi dal 118 sono essenziali e non possono essere tagliati di colpo dall’oggi al domani. si darà vita ad un tavolo tecnico alla ricerca degli sprechi e dei risparmi eseguibili che non possono essere totalmente a carico dei lavoratori”.

Proprio mentre ai lavoratori veniva spiegata la situazione nascevano i tafferugli fra iscritti ai sindacati autonomi ed ai confederali. una persona è rimasta contusa ed è stata trasportata in ambulanza per accertamenti in ospedale. I manifestanti promettono altri scioperi. un gruppo si sposterà sotto Palazzo d’Orleans mentre sono in preparazione manifestazioni in tutte le nove province.

Gli stessi lavoratori contano molto sull’assessore regionale alla salute Lucia Borsellino che è stata accolta dai lavoratori con un mazzo di fiori. “Siamo nelle sue mani”, le avevano detto all’ingresso poco dopo le 11. L’assessore è stata però infastidita dalla presenza di uno striscione che riporta il volto e una frase del padre Paolo, il magistrato ucciso dalla mafia nel 1992. La Borsellino ne ha chiesto la rimozione: “Non accetto strumentalizzazioni”, ha detto.
“La rivoluzione si fa nelle piazze con il popolo ma il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale con al matita in mano. Quella matita è più forte di qualsiasi arma. più pericolosa di una lupara e più affilata di un coltello”. Questa è la frase di Paolo Borsellino riportata sullo striscione.

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