
Il capo della giunta comunale è chiaro. “Nessun sostegno incondizionato, ribadisco, soprattutto in considerazione del fatto ci sono componenti del Cda che, con atti formali, contestano il modo di operare della presidenza e chiedono chiarezza su temi delicatissimi”.
“Non possiamo essere soddisfatti del lavoro del CDA – spiega Palumbo – se i turni a Favara sono anche di 10 giorni e oltre, non possiamo condividere l’operato se non si riescono a fare le riparazioni per mancanza di imprese. Non ci riterremo soddisfatti finché oltre ai cittadini siano, come più volte da noi richiesto, i comuni a pagare i priori debiti. Pretendo quindi che si sgombri il campo dai dubbi e si chiarisca con i fatti cosa è stato realizzato e cosa no. E fare questo non significa non essere solidali – chiarisce – ma solo responsabili”.
“No alle intimidazioni, no al clima di odio, no alla delegittimazione per finalità politiche e populistiche di Aica. Massima vicinanza alla presidente Danila Nobile e al sindaco di Canicattì Vincenzo Corbo ma anche a tutti i cittadini per bene in questo momento difficile, ma – conclude Antonio Palumbo – nessuno tappi la bocca al dissenso”.

















