vigneti6In tutta Italia si prevede, per l’annata enologica in corso, un super raccolto in termini qualitativi e anche quantitativi. Quest’ultimo non è certo un dato positivo alla luce soprattutto dell’andamento preoccupante del mercato. La nostra Sicilia segue le sorti dell’intera Nazione con alcune differenze che vale la pena analizzare.

Partiamo dal “fondo” e cioè dal mercato dell’uva da vino che ha subito un tracollo disarmante che va ben oltre la media nazionale. Tanto per intenderci se in tutta Italia il calo medio va dal 10 al 30% nel nostro sud si va oltre il 50% arrivando a pagare davvero qualche centesimo per un chilogrammo di uva da vino. Un dato che deve fare riflettere è che nelle zone del nord Italia dove la tradizione enologica è fortemente legata alla produzione e al territorio, con DOC ben affermate e con qualità elevata, si parla di un calo del 10 – 15% del prezzo mentre nelle zone non delimitate che producono un vino spesso anonimo e indifferenziato, il crollo è molto più marcato fino a superare, come detto, il 50%. E’ inutile ricordare che in terra di Sicilia siamo ancora molto lontani per organizzazione della produzione e per tipicizzazione della stessa. Un esempio come tanti è la DOC che dovrebbe racchiudere la Valle del Templi e spingersi in territorio di Caltanissetta passando da Canicattì: se ne parla da decenni.


Il grido di allarme sta provocando seri  problemi che, aggiunti a quelli già esistenti, possono diventare devastanti per tutta l’economia siciliana. Urge un intervento serio ben studiato e strutturato che scongiuri  quella “estirpazione” che, purtroppo, in momenti di disorientamento come questo, viene invocata quasi fosse la reale soluzione del problema senza tenere conto della forza lavoro impegnata nel vigneto e nella produzione del vino.

Per aggiungere problemi su problemi sembra che le banche si trovino in difficoltà ad erogare le somme che consentirebbero una anticipazione sul prezzo delle uve ammassate in cantina.
Ci consola la rosea previsione sulla qualità del vino di questa annata in corso: una annata da incorniciare per i rossi con punte di eccellenza nelle zone dove l’andamento climatico è stato più regolare senza eccessi termici e sbalzi repentini di temperatura. E’ il caso delle zone collinari dell’entroterra siciliano che hanno come centro geografico il territorio a cavallo delle province di Agrigento e Caltanissetta e comprendente i vigneti Racalmuto, Grotte, Canicattì, Delia, Sommatino, Riesi,  Mazzarino e Butera.
Anche per i bianchi si prevede una annata qualitativamente elevata che darà completa soddisfazione al buon bere.
Annata molto positiva, quindi, per la qualità intrinseca delle uve che viene esaltata in quelle aree che non hanno subito l’influenza della costa. Quest’anno infatti l’andamento climatico piuttosto mite e regolare è stato disturbato dai venti caldi meridionali che, in alcuni momenti e nelle zone costiere, hanno creato condizioni di stress che hanno bloccato la progressiva naturale evoluzione fisiologica della vite.
Vini rossi di grande struttura e idonei all’invecchiamento e bianchi ben equilibrati: attendiamo che il lavoro magistrale delle cantine presenti nel territorio ci consenta di apprezzare il nobile frutto delle fatiche di una agricoltura certamente in difficoltà ma sempre pronta a stupirci. Come la nostra terra.

Calogero La Vecchia – agronomo
MAGISTER CERRIMONIAE ACCADEMIA ENO-GASTRONOMICA HIC!