confindustriaConfindustria Agrigento
il sistema delle banche sostiene e aiuta i grandi gruppi industriali e , in alcuni casi, abbandona le nostre piccole imprese.

Agrigento, 20 ottobre 2009 : Il V.P. di Confindustria Agrigento, Pierangela Graceffa , è intervenuta sul tema dei rapporti con le banche.


Dobbiamo denunciare che molti piccoli imprenditori compiono sforzi enormi in una vera e propria lotta quotidiana per trovare la liquidità necessaria per le proprie aziende e poter superare il momento di grave difficoltà finanziaria e ciò a seguito di un ormai consolidato atteggiamento delle banche che in troppi casi si trincerano dietro rigidi parametri di rating e nuove regole auto imposte avviando al fallimento le imprese.

Dobbiamo prendere atto con grande disagio, ha continuato Graceffa, che in diversi casi le banche dopo aver alimentato finanza allegra,hanno aumentato gli spread (contrariamente all’euroribor che ha il riferimento più basso degli ultimi 10 anni) e le spese di tenuta conto; la rivoluzionaria commissione di utilizzo ha raggiunto costi insostenibili ancora più gravosi della commissione max scoperto precedente; è ormai una norma richiedere sottoscrizioni fideiussorie e ipoteche da mettere a garanzia dei fidi concessi .

Tutte condizioni non discutibile o derogabili altrimenti non si accede a nessun credito.

Valutare le aziende sui dati di bilancio e sulle regole di BASILEA 2 non può significare ” la chiusura di un sistema che produce ed ha prodotto”;
nelle valutazioni, le banche “moderne” omettono la storia dell’imprenditore, la coerenza , i piani di risanamento dei costi ,la bontà del progetto imprenditoriale distorcendo così il valore complessivo dell’impresa.

Graceffa ha puntualizzato che è drammaticamente vero e sotto gli occhi di tutti che i grandi gruppi industriali percepiscono aiuti e sostegno dalle banche, a volte incomprensibili rispetto al mercato, al contrario la nostra piccola impresa subisce i gravi effetti quasi vessatori delle scelte del sistema bancario che in troppi casi appare orientato a far chiudere le nostre piccole realtà pur di non rischiare.

Il rappresentante di Confindustria AG ha concluso che la crisi non è nata dalle piccole imprese ma dal mondo finanziario : le banche ne prendano coscienza e non scarichino le responsabilità sui piccoli imprenditori che portano avanti l’economia reale della nostra provincie ed evitino di approfittare del momento che si sta vivendo per aggravare ulteriormente di costi e spese le aziende che subiscono già notevoli perdite dalla situazione congiunturale .

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