Al di là della evidente contraddizione tra l’infelice affermazione dell’ass. La Rosa e la sostanza di un mercatino etnico che, per definizione, è esattamente un area ove si espongono al pubblico e si commerciano prodotti tipici legati alle tradizioni di paesi e popoli di tutto il mondo, non si può fare a meno di evidenziare che applicare una conventio ad excludendum in base al colore della pelle di un soggetto significa dare ragione a tutti gli imbecilli che si nutrono di razzismo e di discriminazione e di cui la nostra città, in nome della Concordia e della Fratellanza tra i popoli, invero, non ha proprio bisogno!

La situazione di inefficienza e di degrado denunciata dagli avventori e soprattutto dai commercianti che operano nel piazzale dell’eliporto di San Leone adibito, appunto, a mercatino etnico dall’Amministrazione Zambuto è frutto, con evidenza, di “intoppi” riconducibili non già alla presenza di “venditori di colore” ma, più in generale, di ambulanti abusivi che non necessariamente devono essere i classici “vo’ cumprà” cui evidentemente, in maniera tanto generica quanto inopportuna, fa riferimento l’ass. La Rosa.


Siamo certi che il pensiero dell’assessore sui temi dell’accoglienza, dell’integrazione, dell’uguaglianza, del rispetto e della contaminazione tra le diverse culture è ben altro da quello che, purtroppo, è apparso dopo la sua infelice topica.

Ma proprio per la delicatezza di questi temi e per non inficiare in alcun modo il lavoro di sensibilizzazione che da più parti e da tempo, sotto la guida e lo sprone del nostro Arcivescovo mons. Francesco Montenegro e del Direttore della Caritas Diocesana Valerio Ladri, si sta cercando di portare avanti ad Agrigento per isolare e sconfiggere atteggiamenti di insofferenza, diffidenza, astio e razzismo verso i nostri fratelli extracomunitari, invitiamo l’ass. La Rosa ad esternare quel pensiero ed a sgomberare il campo da ogni equivoco: nella nostra città ciò che va combattuto è il commercio abusivo, indipendentemente dal colore della pelle di chi lo attua!

Claudia Casa

(Coordinamento Circolo Rabat)