Un appello alle duecento associazioni meridionaliste presenti sul territorio italiano a riunirsi in un unico movimento. Lo ha lanciato Enzo Maiorana, presidente nazionale del movimento “Noi Meridionali” nel corso di un incontro sul nuovo meridionalismo svoltosi all’hotel Oriente di Napoli. Incontro convocato per sostenere il Piano per il Sud approvato dal Consiglio dei Ministri, speranza autentica per il Mezzogiorno d’Italia perché mette in campo 90 miliardi di euro per lo sviluppo delle infrastrutture. “Noi meridionali” riunisce 36 associazioni presenti in tutte le regioni del Sud e anche in alcune città settentrionali. E’ un gruppo di persone, cittadini comuni, agricoltori, commercianti, piccoli imprenditori riuniti in associazioni nate spontaneamente dal territorio e che operano in Sicilia, Puglia, Basilicata, Campania e Calabria. “Ormai – dice Maiorana – siamo una realtà elettorale: le varie associazioni che hanno aderito al nostro progetto rappresentano in Calabria il 6,7% dell’elettorato (dato riferito alle ultime regionali). Non si tratta più della vecchia diatriba Savoia-Borbone. Siamo per l’Italia e contro i politici meridionali che hanno privilegiato gli interessi personali a quelli del mezzogiorno. Bossi e la Lega sono vincenti perché hanno rappresentato, e bene, le ragioni delle loro popolazioni. Noi le abbiamo delegate a chi si è fatto solo i propri interessi”. La proposta: “Svegliare le coscienze della società civile attraverso tavoli e dibattiti continui tra oltre duecento associazioni che guardano con favore al progetto al fine di rendere credibile la nostra classe politica come più volte affermato anche dal Presidente della Repubblica”. Niente assistenzialismo, nessun finanziamento a pioggia: “Esprimiamo apprezzamento per le politiche portate avanti in questi giorni dal governo Berlusconi – ha proseguito rispondendo alla provocazione dell’economista d’impresa Paolo Caputo – Pur essendo stati fino ad oggi critici verso Palazzo Chigi, non possiamo non considerare favorevolmente quanto fatto in questi giorni con il Piano per il Sud approvato dal Consiglio dei ministri. Fini, Casini, Rutelli e Lombardo stanno perseguendo una politica antimeridionalista, uccidendo la speranza dei cittadini delle regioni del Sud, soltanto per puri fini elettoralistici personali”. Il Piano per il sud è un primo passo mai avanzato da nessun altro governo. “Risulta essenziale ridurre il gap di infrastrutture e una banca per il sud che finanzi progetti nati nel meridione e per le esigenze del meridione senza l’industrializzazione selvaggia e l’assistenzialismo caratterizzato dalla vecchia Cassa per il mezzogiorno”. Si tratta di un piano “migliorabile per l’agricoltura, una potenzialità inespressa, come tante altre, perché mortificata da costi di produzione che sono più alti dei ricavi stessi”. Un nuovo meridionalismo che intende fare rete tra le associazioni del sud: “Sono 200 ognuna con la sua tipicità che possono, lavorando insieme, scalzare politici vergognosi che hanno fatto esclusivamente i loro interessi e non quelli della loro terra”.


















