Nei giorni scorsi il collegio del Tribunale della Libertà di Palermo ha confermato la permanenza in carcere del minorenne canicattinese accusato dell’omicidio di Calogero Giardina colpito con un corpo contundente alla testa la sera del 16 Luglio scorso e morto in ospedale 11 giorni dopo. La decisione di non accogliere la richiesta avanzata dal legale difensore del minorenne, l’avvocato Diego Giarratana che aveva chiesto la collocazione del giovane presso una comunità è stata motivata dai giudici del Riesame dalla pericolosità sociale del ragazzo che non avrebbe ancora compreso a pieno la gravità di quanto commesso quella tragica notte di due mesi e mezzo fa. Secondo il Riesame il 17enne potrebbe reiterare il reato ed il suo trasferimento in una comunità per queste ragioni appare al momento improponibile. A tale decisione i giudici sono arrivati anche dall’analisi della descrizione dei fatti accaduti il 16 Luglio scorso, servendosi anche delle dichiarazioni di alcuni testimoni . Il minorenne dopo essere stato allontanato una prima volta da alcuni presenti da Calogero Giardina con il quale aveva ingaggiato una rissa per motivi di gelosia, torna in un secondo momento, tenendo con se il cacciavite, che sarà poi l’arma del delitto, con la volontà di colpire con violenza il 24enne. Nei prossimi giorni intanto il difensore del minore avanzerà in procura la richiesta al pubblico ministero di interrogatorio.