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Agrigento e Palermo, i sindaci vietano i botti di fine anno

Scritto da il 31 dicembre 2011, alle 06:59 | archiviato in Agrigento, Costume e società, Cronaca. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, ha firmato ieri l’ordinanza con cui si vieta di utilizzare in città, nei luoghi pubblici, i fuochi pirotecnici, anche se in libera vendita, nella notte tra il 31 dicembre 2011 e il primo gennaio 2012, a partire dalle 20 e fino alle 7 del giorno successivo. “Il nostro obiettivo – dice Cammarata – è quello di garantire la sicurezza dei cittadini, soprattutto dei ragazzi e dei bambini, spesso vittime innocenti di un uso scellerato dei botti. Speriamo che un’aumentata consapevolezza della loro pericolosità, soprattutto nel caso di quelli venduti illegalmente, contribuisca a evitare il loro utilizzo. Si può dare il benvenuto all’anno nuovo anche senza utilizzare botti e fuochi d’artificio che possono risultare pericolosi come l’esperienza ci ha, purtroppo, insegnato”.

Il contenuto dell’ordinanza sanziona, con una multa che va da un minimo di 25 a un massimo di 500 euro, l’utilizzo di questo materiale nei luoghi pubblici. Contestualmente viene vietata la vendita ambulante di ogni tipo di fuoco pirotecnico; la vendita di qualsiasi tipo di fuoco pirotecnico ai minori di 18 anni e si fa esplicito divieto a tutti coloro che hanno la disponibilità di aree private, finestre, balconi, lastrici solari, luci e vedute, di effettuare gli spari vietati. Anche in questi casi saranno applicate le sanzioni previste dall’ordinanza. Lo stesso provvedimento è stato adottato in precedenza da Bari, Napoli, Venezia e Torino, Palermo.

Anche il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, ha firmato l’ordinanza di divieto all’utilizzo dei botti per Capodanno. “L’appello lanciato dagli animalisti è nobile – ha detto – e ritengo che anche la nostra città debba allinearsi. Tuttavia non sarà certo semplice fare rispettare questo divieto che comunque mi sembra un chiaro esempio di crescita civile”.



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