I nuovi leader del movimento dei Forconi, Mariano Ferro e Franco Calderone, entrano a sala delle Lapidi, nel Comune di Palermo, per il consiglio comunale straordinario convocato per ascoltare le ragioni della protesta, ma Martino Morsello, uno dei fondatori del movimento, viene lasciato fuori dalla porta del Municipio e protesta parlando di “atto di mafiosità e di strapotere” del presidente del consiglio comunale Alberto Campagna. Quest’ultimo lo querela.

“Il signor Morsello – dice Campagna – risponderà in sede civile per le farneticanti dichiarazioni che ha proferito offendendo la mia persona e l’istituzione che rappresento. Il risarcimento che ne conseguirà verrà interamente devoluto in beneficienza allo stesso movimento dei Forconi”.


“Un atteggiamento ribadisco deprecabile, quello di Morsello, – aggiunge – che utilizza la violenza verbale come atto di intimidazione e, dunque, non accettabile  mai come strumento di dialogo e di confronto democratico. Diversamente, invece, è stato l’incontro che ho avuto con una delegazione del Movimento dei Forconi assolutamente costruttivo e sereno”.

“Abbiamo chiesto ai consiglieri di Palermo – dice Ferro – di fare pressione alle segreterie dei partiti per fare capire che o si cambia registro o siamo disponibili a fare la rivoluzione. Le nostre manifestazioni e le nostre dichiarazioni possono essere pesanti, ma lo è anche la situazione che c’è in giro”.

Il consiglio comunale, all’inizio della seduta pieno di consiglieri, si è poi rapidamente svuotato dice uno degli stessi partecipanti.