Liceo vs Mafia, 1 a 45. Canicattì, rimontiamo? Ecco cosa dice lo striscione che in questo momento colora la villa del comune di Canicattì. Ecco cosa chiedono centinaia di alunni alle amministrazioni, alle autorità e ai singoli cittadini.
Oggi si è tenuta presso il campo sportivo del comune agrigentino la prima edizione di un torneo che ha visto impegnati 45 studenti, anzi “calciatori”, che giocando con indosso delle magliette riportanti i nomi di 45 vittime della mafia, hanno voluto segnare un goal contro quel fenomeno che ormai è tanto radicato quanto odiato nella nostra terra. Il tutto si è svolto oggi 21/03/2012. Secondo il calendario primo giorno di primavera, vuole essere un segno anche questo? Una primavera che si sveglia nell’entroterra siciliano per ricordare che non tutto è perduto e che tutto può ancora cambiare, rinascere. Proprio come la vegetazione primaverile, fin troppo vessata dalle intemperie dell’inverno; e  proprio oggi a Canicattì è avvenuta forse una primavera, se non siciliana, liceale. Perché si sono visti non solo 45 giocatori in campo ma centinaia di ragazzi sugli spalti pronti a esultare ad ogni singolo goal. La giornata si è aperta con un lancio di palloncini bianchi da parte dei giocatori scesi in campo con arbitri e guardialinee, dopo il lancio dei palloncini sono state schierate in campo due delle tre squadre presenti alla competizione, che ha visto trionfante la squadra blu (allenata da Enzo Carlino). Durante gli incontri, di 20 minuti ciascuno, due telecronisti d’eccezione, Carmelo Traina e Giorgio Santamaria, hanno intrattenuto gli spettatori con originali interviste da bordo campo effettuate da Angelo Cuva e commenti sportivi fatti anche dai giocatori che rientravano alla fine della partita. Importante e di forte impatto visivo è stato anche l’allestimento dello striscione, che in questo momento sovrasta la villa del comune di Canicattì; dove, oltre ad esserci la scritta precedentemente riportata, presenta anche delle firme tanto originali quanto importanti: delle impronte. Impronte di mani lasciate dagli studenti, con particolari inchiostri, che indicavano la firma di ogni singolo alunno non solo ad un progetto scolastico ma forse a un progetto di vita. Quello di schierarsi sempre contro l’illegalità. Come a dire, ormai la mia mano adopererà soltanto per il bene.
Al termine delle partite, gli alunni si sono tutti recati alla villa comunale dove, dopo avere  appeso lo striscione, gli “irriducibili” studenti sono stati immortalati da una foto. Intorno alle 12, 20 si è conclusa la manifestazione, forse una tra le  più significative perché, proprio il primo giorno di primavera, ragazzi in campo con magliette che riportavano il nome di vittime della mafia, sono riusciti a ricordare, anche se solo per qualche ora, che non tutto è perduto. Che tutto può essere ancora cambiato, ma soprattutto che tocca a noi ora essere protagonisti non solo della nostra vita individuale ma anche e soprattutto di una vita che ci vede affrontare una società spesso bisognosa di modifiche.

Gaetano Gatì


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