Prima di rinviare il fermo, Aitras,Trasportounito, Aias, Assiotrat e Assotrasport, hanno ricevuto decine di commenti sui blog e sui siti web, in cui si ponevano domande specifiche riguardanti il fermo dei  trasporti proclamato per il 28 maggio, in particolare i commenti erano: “con lo sciopero non otterrete niente”, “perchè non ve ne andate a Roma a protestare, invece di mettere i camion in mezzo alle strade” e ancora “quattro gatti che vogliono solo visibilità politico-sindacale”, a tanti altri; voglio rispondere una volta per tutte a queste idiozie: questi quattro gatti appartenenti alle sigle sopracitate, sono quelli che ancora trovano il coraggio di ribellarsi ai vari governi, sia di destra che di sinistra, che in 15 anni hanno distrutto l’intera categoria dell’autotrasporto, con leggi inutili o, addirittura controproducenti per il settore, con finanziamenti che non sono serviti a niente, se non a foraggiare cooperative e consorzi del nord che nulla hanno a che vedere on gli autotrasportatori. Sempre queste associazioni hanno più volte denunciato questi soprusi fatti dai governi e dalle associazioni nazionali, senza che mai nessuno ci desse ascolto, oppure illudendoci che risolveranno i problemi, per poi non muovere un dito. Le forme di protesta le abbiamo provate tutte: siamo andati con gli autobus a protestare sotto Palazzo Chigi, abbiamo portato 300 camion davanti al Ministero dei Trasporti, abbiamo portato in prefettura più di diecimila libretti di circolazione degli automezzi e altrettanti certificati elettorali, e tante altre, senza mai riuscire ad ottenere nulla. Quindi l’unico modo per farci ascoltare è paralizzare l’Italia con i blocchi. Ci dispiace di arrecare disagio  ai cittadini, ci dispiace fare danni all’economia, ma non abbiamo scelta.

Salvatore Bella